Collina: "La tecnologia nel calcio non uccide le emozioni anzi le raddoppia e aiuta il gioco"
Il presidente degli arbitri ha parlato dell'uso tecnologico nel calcio
Nell'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, il capo degli arbitri Fifa Pierluigi Collina ha dichiarato:
«Il ricorso all'innovazione nei campi da gioco è nato per sanare un'evidente assurdità. All'interno degli impianti, oltre ottantamila persone sugli spalti potevano rivedere subito le dinamiche di un'azione; l'unico a cui era preclusa questa opzione era proprio colui che era chiamato a giudicare. Le opzioni disponibili erano soltanto due: bandire totalmente gli strumenti digitali dagli stadi, trasformandoli in una sorta di enclave Amish, oppure mettere i direttori di gara al pari di tutti gli altri. Le risorse economiche investite sono massicce, ma l'auspicio paradossale è quello di non doverle sfruttare: significherebbe che la terna arbitrale ha offerto una prestazione eccellente, rendendo superflui i correttivi esterni.
Sostenere che i supporti tecnologici spengano il pathos della partita è un errore di prospettiva. Nei casi di fuorigioco si registra effettivamente una breve sospensione prima della convalida, ma la gioia del calciatore scatta immediatamente al momento del gol. Qualora la rete venga confermata si assiste a una doppia celebrazione, mentre in caso di annullamento sono i difensori a esultare. È decisamente preferibile che il trasporto emotivo sia legato a una scelta insindacabile e corretta, piuttosto che a un errore capace di alimentare polemiche per intere generazioni. Basti pensare che a distanza di oltre mezzo secolo dal Mondiale del 1966, si discute ancora accanitamente sul celebre gol-fantasma dell'Inghilterra nella finalissima contro la Germania».