Forse a qualcuno il ragionamento farà storcere il naso ma… col Parma la Fiorentina ha guadagnato un punto. E non ne ha persi due, come vorrebbe farci credere Montella. In questo senso si possono leggere numeri e statistiche che (ci perdoni l’aeroplanino) lasciano il tempo che trovano: 62% di possesso palla, 18 tiri in porta contro 9, in campo 6 giovani del vivaio, 3 di loro che prima di quest’anno non conoscevano la serie A. E poi l’età media, nettamente inferiore al Parma (seconda squadra più vecchia del campionato dopo la Juve). Peccato che stasera in campo avevi Boateng e Ghezzal che, da soli, alzavano fortemente la media. Ma lasciamo stare. Anche perchè noi la pensiamo diversamente: Dragowski è stato uno dei migliori, mentre Sepe praticamente non pervenuto. Evidentemente il Parma (seppur abbia tirato meno) sa tirare in porta meglio di noi. E poi l’organizzazione della squadra: pressing altissimo, ottimo giro palla, velocità nell’allungarsi e nel ripiegare. In più quell’arma letale che risponde al nome di Gervinho. Risultato: un pareggio che (duole dirlo) a metà secondo tempo non pensavamo di raggiungere. Meno male che Castrovilli c’è… verrebbe da dire.

  • MONTELLA CHIEDE PAZIENZA… La squadra giovane ed inesperta è un argomento che funziona sempre. E che convince molti. Da stasera anche Montella si professa giovane, e quindi in grado (libero di…) sbagliare. Sbagliare approccio, con un primo tempo sotto ritmo, quasi svogliato. Sbagliare modulo, visto che il 4-3-3 tiene basso Dalbert (che nella ripresa, più alto, ha cambiato la partita) e tiene Chiesa a sinistra (fuori ruolo e fuori dal gioco). Sbagliare le scelte, con Boateng praticamente un uomo in meno e Ghezzal… quasi. Giustifichiamo il marocchino, alla sua prima apparizione da titolare, ma il signor Satta… no. Lui ha sempre giocato, e quasi sempre male. Al netto di questo, Montella continua a predicare calma. Gli diamo questa notizia: difficile, se non impossibile, chiedere calma e pazienza ad una piazza come Firenze. Un po’ per caratteristiche endemiche, un po’ perchè Firenze non vince uno scudetto da 50 anni, non vince un trofeo da 18, e l’anno scorso si è salvata all’ultima giornata. E poi perchè c’è una nuova proprietà che fa intravedere un futuro roseo, voglia di fare, di investire, di costruire. E allora, caro Montella, vediamo di far presto. Anche perchè il bonus sta finendo, la gente ti addita come primo responsabile di risultati e prestazioni (checchè tu ne dica) altalenanti. Rocco alla fine di questa stagione tirerà una riga e… chi s’è visto s’è visto. Lo dice spesso: io faccio contratti annuali, valutazioni annuali: chi ha fatto bene resta, chi non ha fatto bene… se ne va. Con buona pace di tutti.

CHIESA, ABBIAMO UN PROBLEMA: non solo Chiesa. Anche Boateng, due problemi per Vincenzino che (da Cagliari in poi) dovrà spiegare bene l’eventuale rinuncia ad un centravanti. Ma andiamo con ordine. Come ha giocato Federico Chiesa? Per noi male. Montella dice che si è impegnato, che ha dato tutto, anche perchè aveva la febbre… povera stella. Ok, accettiamo la giustificazione dei genitori. Ma il problema non è questo. Il problema è che la gente, la curva, lo stadio, i tifosi viola, cominciano ad essere stanchi di Federico Chiesa. Non è stata vera contestazione, ma poco ci è mancato. C’era da aspettarselo: l’estate tormentata, il silenzio prolungato, la sceneggiata del pulmann a New York, il tira e molla sul contratto. E poi una serie di prestazioni… diciamo decenti? Diciamolo. Certo non all’altezza del vero Chiesa. Per arrivare al Chiesa triste ed opaco visto contro il Parma. Il vantaggio di Gervinho che nasce da un pallone perso malamente, il dribbling che non entra, e poi quella posizione in campo defilata, assente, quasi distaccata. Dulcis (?) in fundo, il brusio ogni volta che Chiesa toccava il pallone. Attento Federico, Firenze non dimentica. Non dimentica che eri già della Juve (o chi per essa), ed il comportamento di oggi è solo il primo segnale. Infine Boateng. Se non fosse una tragedia sportiva (il suo rendimento), lo potremmo chiamare mistero gaudioso. Perchè Boateng gioca sempre? Perchè, nonostante si regga a malapena in piedi, gioca titolare? Per di più al posto di un ragazzo che meriterebbe di avere la sua chance. Dall’inizio, dal primo minuto. C’è una clausola sul contratto? Montella soffre la personalità del personaggio mediatico? Boateng è così amico di Ribery (spesso i due postano foto insieme) che lasciarlo fuori sarebbe cosa non gradita al francese? Analizzata una per una, tutte queste ragioni non stanno in piedi. Però, c’è un però… La squadra soffre palesemente la mancanza di un centravanti, ed altrettanto palesemente ne beneficia quando il centravanti entra. Come ieri sera col Parma: primo tempo inguardabile, secondo… migliore. Da quando è entrato Vlahovic. Sarà un caso?