«Il mio percorso è chiaro, mi piace avere giocatori che gestiscono la partita. Preferisco giocatori funzionali a quelli di nome. Dobbiamo ricreare un’identità di squadra in cui specchiarsi, come squadra e tifoseria. Ai fiorentini e alla proprietà piace il bello».

Insomma, si ripartirà dalla ricerca del bel gioco. Nel 2012 l’allenatore ricostrui una squadra spumeggiante partendo dalle macerie tecniche che ereditò. E con tanta malinconia nell’ambiente. Il parallelismo col passato anche per analizzare il futuro di Federico Chiesa. «È fortissimo oggi, ma può diventarlo ancora di più. Il passato recente ci dimostra che non sempre i migliori vanno via da qui, è successo con Jovetic e Toni. Non do per scontato che vada via».

A differenza del passato, quando anche gli obiettivi erano più alti, questa volta Montella attingerà anche dal settore giovanile. Non sono pochi i giocatori della Primavera che avranno l’occasione per mettersi in mostra e convincerlo a tenerli nella rosa del prossimo anno.

«Vlahovic è con noi in pianta stabile, Beloko l’ho già convocato. Anche Koffi è interessante, come Montiel che ha preso un rosso in Primavera». A fine stagione insieme ai dirigenti verrà deci-
sa la strategia di rafforzamento. L’allenatore non si lascia spaventar e da un possibile addio degli elementi di maggior valore della rosa. «Servono motivazione, faremo le nostre valutazioni ma non ci sono giocatori insostituibili: io guardo sempre a chi arriva. In questo gruppo vedo grande attaccamento, Chiesa ha giocato con qualche fastidio fisico, Veretout in un ruolo non suo. Con la proprietà siamo d’accordo sulla proposta di calcio da fare».

E, di comune accordo, si alzerà anche l’età media della squadra. Tornare a competere per l’Europa adesso è la priorità.

Corriere fiorentino