Gaetano Castrovilli, giovane talento di proprietà della Fiorentina, si è raccontato sulle pagine di Viola Week: “È iniziato tutto all’età di sette anni, quasi all’improvviso. Non ricordo nemmeno il perché ho iniziato a ballare, forse ho da sempre avuto il ritmo nel sangue ed avevo bisogno di esprimerlo. Nel contempo però mi divertivo a giocare a pallone per strada: è lì che ho conosciuto la mia vera passione. Poi però quando è morto mio nonno, tutto è cambiato: avevo promesso a mio nonno, he era un grande tifoso del Bari, che prima o poi avrei esordito al San Nicola. E allora scelsi di iscrivermi alla scuola calcio del mio paese e di lì a poco feci un provino al Bari grazie ad Antonello Ippedico, che restò impressionato e mi prese nel settore giovanile biancorosso. Le cose però non sono andate benissimo, anche se all’inizio andava tutto a gonfie vele: vincevo premi su premi ed ero indicato come uno dei migliori talenti. Poi però è iniziato un brutto periodo, in cui mi sentivo stressato dal continuo avanti-indietro tra Minervino Murge e Bari: ero quasi sul punto di abbandonare il pallone. I sacrifici fatti dai miei genitori e quella promessa fatta a mio nonno mi hanno convinto a non mollare: ho ripreso la mia strada nel Bari e sono arrivato ad esordire al San Nicola. E adesso, eccomi a Firenze”.

Prosegue spendendo alcune parole su Giancarlo Antognoni: “Le parole di Antognoni? È la bandiera di Firenze, è inevitabile che certe affermazioni mi abbiano fatto piacere. Ho incontrato di persona Giancarlo il giorno della funzione pasquale e lì mi ha detto una frase che ho ancora ben presente: Io ho parlato, adesso però tocca a te. È vero, ha ragione. Adesso devo passare dalle parole ai fatti”.

E sul suo futuro: “Sogno di fare il mio esordio tra i grandi il prima possibile ma se non dovesse avvenire, continuerò a lavorare. Nella speranza che ciò possa avvenire l’anno prossimo”.