31 Luglio 2021 · 15:17
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Castrovilli da dieci… e lode! È lui il capocannoniere della Fiorentina, 4 gol in 5 presenze

Viola dipendente da Gaetano! E la Fiorentina studia come blindarlo

Dieci…e lode. Sotto gli occhi di Roberto Mancini, in una partita che somigliava (parecchio) a un’ultima spiaggia. In un momento che più difficile non si poteva. In una di quelle partite nelle quali serve carattere per non esser travolto dalle pressioni e dalle paure per quello che potrebbe essere. Il ragazzo, però, ha le spalle larghe. Eccome. E così, Gaetano Castrovilli, ha salito un altro gradino. Perché che abbia talento, ormai, è chiaro. Così come non sorprende più il repertorio (quasi) infinito. Corsa, dribbling, resistenza. Li chiamano centrocampisti totali. Esemplari rari, e per questo preziosi.

L’esibizione di ieri però, smobili. È stata, quella di Castrovilli, una prova da urlo. Ci ha messo tutto, dentro. Come sempre. Soprattutto, ci ha messo due gol, e un assist. Il primo, da attaccante aggiunto. Una rete sporca, ma frutto di quei movimenti che in tanti, all’alba di questa stagione, gli hanno chiesto. Il secondo, invece, è stata una perla rara. Un destro a giro alla Roby Baggio, tanto per citare un altro «ragazzo» che col 10 fece sognare Firenze.

«Un giocatore come lui deve segnare almeno 7-8 gol a campionato», aveva detto Beppe Iachini. Per agevolarlo, il mister infatti gli ha cucito addosso un ruolo leggermente diverso rispetto allo scorso anno. Meno obblighi difensivi. Il risultato? Cinque presenze, fino ad oggi, e quattro gol. E record del campionato scorso già superato. Ha iniziato col Torino, all’esordio, quindi la perla di San Siro con l’Inter, e poi la doppietta di ieri. Praticamente, da solo, il «10» vale il 40% della produzione offensiva dei viola. Per non parlare dei punti. Gol vittoria al Toro (e fanno tre), e bis ieri sera. Traduzione: sei dei sette punti raccolti fino ad oggi, portano la firma di Gaetano.

Numeri, come detto, ma non solo. Perché Castrovilli sia sempre più leader del gruppo. Ieri, per esempio, ha dedicato il primo sigillo a Ribery, mimando il numero 7. Dopo la perla del 3-1 invece, è andato ad abbracciare i compagni in panchina. In pratica, sta diventando quello che in molti si sarebbero aspettati da Federico Chiesa. L’importante, adesso, è coccolarlo a dovere. Per esempio, adeguandogli il contratto. La trattativa (per blindarlo fino al 2025) c’è, e durante la prossima sosta per le nazionali Pradè proverà a darle la spinta decisiva. Lo scrive il Corriere Fiorentino.

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