19 Settembre 2020 · 17:24
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Castrovilli centrocampista totale, lo vogliono Psg e Inter ma resterà a lungo a Firenze, con la dieci sulle spalle

Quella di sabato è stata soltanto l’ultima esibizione da brividi del «numero 8». L’ennesima dimostrazione di strapotere assoluto. Difficile, in Italia, trovare di meglio. Non a caso, Roberto Mancini, è sempre più tentato dal portarlo con sé, all’Europeo. «Più gioca, più migliora», ha detto il ct. Difficile dargli torto. Anzi. Impossibile.

Da agosto, a gennaio. In cinque mesi Gaetano ha ribaltato il mondo. Quella sera, al Franchi, fu la grande sorpresa. Schierato titolare al la prima di campionato contro qualsiasi previsione ma capace, fin da subito, di incantare. Fu il migliore in campo, quel giorno. Corsa, determinazione, eleganza, classe, strappi, cambi di ritmo, personalità, coraggio. E potremmo andare avanti. Un repertorio sconfinato messo in mostra fin dall’esordio e che, partita dopo partita, si è (se possibile) arricchito. Con i gol, per esempio. Il primo, altro segno del destino, a San Siro. Contro il Milan, alla Scala del calcio.

Basta dare un occhio ai numeri. Gaetano ha giocato 19 partite su 20 (tutte da titolare), saltandosoltanto (per squalifica) la gara col Verona. Diciannove presenze nelle quali ha messo tre gol, due assist, 16 conclusioni verso la porta creando, con le sue giocate, la bellezza di 13 occasioni potenziali. Soltanto Chiesa (24) e Vlahovic (14), ne hanno create di più.E poi i dribbling. Il suo marchio di fabbrica: sono 3,2 quelli riusciti, di media, a gara. Solo Boga (Sassuolo) con 4,3, fa meglio di lui in Serie A. In mezzoatanta bellezza, Gaetano, mette anche (tanta) quantità. Anche in questo caso, sono i numeri a dirlo. Castrovilli percorre in media 11,362 km a match. Pulgar, per restare in casa Fiorentina, è l’unico (11,801) che corre di più. Dati che si traducono in semplicissime parole: centrocampista totale. E l’esibizione dell’altra sera al San Paolo ne è stata forse la massima sublimazione.

Contro il Napoli Gaetano ha fatto di tutto. Ha dato il via all’azione del vantaggio, ha messo Chiesa davanti ad Ospina e, tanto per non smentirsi, ha corso più di tutti i compagni. E pensare che in estate stava per essere ceduto. È stato Montella, dopo un paio di allenamenti, a stopparlo. «Lui resta», ha detto ai dirigenti.

Sei mesi dopo, Castrovilli vale una cinquantina di milioni, e lo vogliono tutti. L’Inter, per esempio, in estate le proverà tutte per prenderlo. Stesso discorso per Roma e Napoli mentre, dall’estero, già si parla di Psg e Tottenham. Si mettano l’animo in pace, però. Perché ha appena rinnovato il contratto e, l’anno prossimo, vestirà ancora la maglia viola. Con una sola differenza. L’idea, infatti, è dargli la «numero 10». Come Antognoni, che giocava «guardando le stelle», Gaetano danza. E la Fiorentina con lui.

Corriere fiorentino

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