Cassano distrugge Cannavaro: "Ha idee di calcio vecchie, per questo allena l'Uzbekistan e non una big"
L'ex talento barese ha attaccato l'ex giocatore di Real e Juventus
Nuovo affondo di Antonio Cassano dalle frequenze di “Viva el Futbol”, questa volta contro Fabio Cannavaro, attuale commissario tecnico dell'Uzbekistan, criticato aspramente per una visione calcistica giudicata ormai vecchia e superata. L'ex talento barese ha preso come punto di riferimento i tecnici più innovativi della Serie A per tracciare la strada che il calcio italiano dovrebbe seguire, dichiarando: “Se osserviamo i migliori quattro tecnici del panorama italiano attuale, ovvero Chivu, Conte, Gasperini e Fabregas, notiamo due profili emergenti, un allenatore di grande esperienza ma con idee modernissime, e Conte che ha saputo aggiornare profondamente il suo credo tattico. Questo dimostra che il traguardo da raggiungere deve essere lo spettacolo espresso in sfide internazionali come PSG-Bayern Monaco. In questa stagione il calcio più spettacolare in Italia lo ha proposto Fabregas, il quale ha espresso il suo legame profondo e il senso di gratitudine verso il nostro Paese. Purtroppo, una cerchia di addetti ai lavori incompetenti e accecati dall'invidia, non potendo avere un contatto diretto con lui, ha cercato in ogni modo di sminuirlo, augurandosi un suo flop. Invece di esprimere gratitudine per l'innovazione che ha portato, mi auguro quasi che il prossimo anno trovi spazio altrove, lasciando però la sua filosofia come modello da seguire per le nuove leve della panchina, italiani inclusi”. Successivamente, Cassano ha spostato il mirino direttamente sul Pallone d'Oro 2006, affondando il colpo sul conservatorismo del nostro sistema: “La mia grande preoccupazione è che in Italia si continui a girare a vuoto senza mai rinnovarsi davvero, a causa del terrore che abbiamo verso le novità. Siamo rimasti indietro di anni. Di recente ho ascoltato delle dichiarazioni che mi hanno letteralmente lasciato senza parole e di cui provo quasi imbarazzo. Mi riferisco a Cannavaro quando sostiene che nel nostro calcio si sia smarrita la cultura della sofferenza e dell'abnegazione. Non è un caso che si trovi a guidare la nazionale uzbeka. La sua è una visione fin troppo elementare, basata solo su aggressività, cattiveria agonistica e fase difensiva a oltranza. Evidentemente non ci siamo capiti: il pubblico vuole emozionarsi con partite spettacolari ricche di gol, sullo stile di un cinque a quattro europeo, e non annoiarsi davanti a uno zero a zero tattico tra Milan e Juventus”.