30 Luglio 2021 · 18:10
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Caceres: “A Firenze voglio rimanerci a lungo. Ribery ha portato entusiasmo. Nessuno tocchi Drago”

Martin Caceres ha parlato al Corriere dello Sport. Ecco la sua intervista

Per lei, difesa a 3, a 4 o a 5 cosa cambia?

«E’ la stessa cosa, è una questione di numeri per quelli a cui piacciono: a me basta giocare».

Montella ha scelto la difesa a tre per far giocare Caceres?

«Non scherziamo… (ride, ndr). Era successo anche quando non c’ero io».

Di certo lei ha trovato quasi subito una maglia da titolare.

«Avevo parlato con il direttore Pradè, oltre ad aver visto il mix giusto di giocatori giovani e di esperti, con Ribery in testa, ho capito che questa era la soluzione giusta per le mie ambizioni. E adesso….».

E adesso?
«Voglio metterci le radici (ride, ndr). Starci almeno 3, 4, 5 anni. Sono stato un giramondo fino ad oggi (questo è il nono club, ndr). Ho trovato casa e voglio starci con la mia famiglia».

Restiamo sui giovani: chi l’ha sorpresa?

«Castrovilli. Non lo conoscevo. Credetemi, è davvero tantissima roba. Adesso deve solo continuare in questa direzione. Può fare bene Ranieri, così come Sottil, altro che dopo averlo visto contro il Napoli mi ha lasciato senza parole. Dite che deve tornare di più indietro? Vero, ma basta dirglielo una volta».

Fisicamente come sta?
«Molto bene. In passato ho dovuto fare i conti con qualche fastidio fisico che mi ha limitato, ma ora ho trovato il giusto punto di equilibrio».

La Juventus è stata una palestra?
«Quando stai nei grandi club, come mi è successo alla Juve, dove sono andato e tornato, ma anche al Barcellona, impari tanto. Queste esperienze mi hanno formato, specie quando ero ragazzino».

Da chi pensa di aver imparato di più?

«Ho l’imbarazzo della scelta. Penso a Cannavaro, Del Piero, Buffon. Gigi, seppur non da titolare, adesso lo vedi stare in piedi come fosse il vice allenatore».

Cosa significa avere in squadra un fenomeno come Ribery?

«E’ uno che ha vinto tutto ovunque, soprattutto in Germania, ma che ha ancora fame. Non si accontenta. Pensate che quando si è allenato con noi in campo, mi sono detto che al massimo avrebbe potuto avere 30 anni. Ha portato entusiasmo e carisma».

La paura, avendo finalmente trovato la prima vittoria in campionato, è svanita?

«Adesso che ci siamo riusciti, dobbiamo continuare a guardare avanti. Se siamo da Europa? Facciamo un passo dopo l’altro».

Cosa l’ha colpita di Chiesa?
«Tutto. Ha la testa giusta. E’ potente, veloce, calcia bene sia di destro che di sinistro».

Ha fiducia in Dragowski?
«Sì e guai a metterlo in discussione. I gol del pari a Bergamo? Era coperto, non poteva vedere il pallone con tutto quel traffico».

Corriere dello Sport

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