Gigi Buffon non le ha mandate a dire dopo l’errore del Var a Marassi, in occasione del rigore concesso contro la sua Juve, azione viziata da fuorigioco. Queste le parole del portierone bianconero ai microfoni di Sky:

“Ci siamo trovati sotto di due gol e non sapevamo nemmeno noi il perché, dopo però abbiamo dato una dimostrazione di forza, tecnica e mentalità. Complimenti alla squadra. Come giudico il Var? Bisogna liberare gli abiti dal mostro, per poter valutare la loro bravura è necessario che si prendano delle responsabilità e questo non vuol dire che ogni contatto è rigore. Secondo me se ne sta facendo un uso spropositato e sbagliato. Inizialmente si diceva che doveva essere usato solo per casi eclatanti e questo può essere l’uso giusto. Lo dico da portiere di una squadra che attacca e vince, tirandomi quindi la zappa sui piedi da solo: così non è più calcio, diventa pallone da laboratorio.

Così non conosciamo nemmeno il valore di un arbitro. Dobbiamo vivere con più umanità tutte le situazioni. Con l’avvento del VAR si arriveranno ad avere 60 rigori a campionato. Che messaggio mando a Rosetti? Io capisco che siamo in una fase sperimentale. Ci è stato detto che sarebbe stato utilizzato solo in casi eclatanti e deve essere così. Oggi ci hanno dato il rigore a favore e non ho nemmeno esultato perché sono passati sei minuti. Non si può fermare il gioco ogni tre secondi. Il Var è uno strumento che adoperato con parsimonia può dare ottimi risultati. In questo modo invece mi sembra di giocare a pallanuoto. E’ un qualcosa di molto brutto, perdi il feeling con l’azione e spezzi tutto. Secondo me è davvero brutto, utilizzato così non fa il bene di nessuno”.

Alfredopedullà.com

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