Il centrocampista dell’Inter Borja Valero ha parlato al quotidiano spagnolo El Pais, queste le sue parole:

“Inizialmente in Italia avevano qualche dubbio su di me perché ad alcuni giocatori spagnoli non era andata bene in passato. Per mia fortuna arrivò la Fiorentina con un gruppo di ragazzi giovani e con un tecnico nuovo che voleva giocare a calcio. Il tempo mi ha dato ragione, Firenze era fatta su misura per me. Ho cercato subito di essere intelligente. Facevano cose a cui non ero abituato, con un calcio più fisico e più tattico.

Lo scarso minutaggio di questa stagione? E’ una cosa naturale e la devo prendere bene. Ho 33 anni e una carriera lunga alle spalle nella quale ho giocato tanto. Il mister comunque mi conosce e cerca di darmi spazio. In squadra ci sono giocatori forti e io sono felice del ruolo che ho. Per me è lo stesso giocare tanto o solo un minuto, mi basta aiutare la squadra. Arrabbiarsi, discutere o fare brutti gesti non ti porta a giocare di più. Credo che se fossi stato in una squadra di livello inferiore all’Inter avrei probabilmente giocato di più. Ma ho scelto questa sfida e voglio viverla, anche perché sono soddisfatto della mia forma fisica.

Il mio futuro? Voglio finire la mia avventura all’Inter. Poi, se starò bene fisicamente, valuterò le offerte per giocare ancora un paio d’anni. Se non sarà possibile, mi ritirerò e affronterò la vita”.

Lo voleva Guardiola, è uno degli uomini simbolo di Spalletti, e oggi guiderà l’assalto Inter al mostro Barcellona. Borja Valero, con l’infortunio di Radja Nainggolan, è diventato il centro di gravità nerazzurro. Aveva cominciato la stagione in gran sordina, con 4 panchine consecutive in campionato, poi la manciata di minuti giocata in Champions nel debutto contro il Tottenham ha cambiato tutto. Per l’Inter e per lui. Dal 18 settembre lo spagnolo c’è stato praticamente sempre, giocando spiccioli di partita contro Samp e Psv e tanti minuti con Cagliari, Spal e Milan. Non ha i muscoli e la capacità di accelerare come il Ninja, ma Borja riesce a essere un uomo fondamentale nel centrocampo nerazzurro

“Spalletti è un allenatore di temperamento che vuole tenere tutto sotto controllo, mi chiede di verticalizzare il gioco e di essere tatticamente ordinato in difesa”.

Per Borja Valero la sfida al Camp Nou sarà molto speciale: qui ha giocato già 4 volte con Maiorca e Villarreal (un successo e 3 sconfitte) e anche per questo dovrà essere lui il faro di una squadra con tantissimi debuttanti al Camp Nou. Ma non solo: questo magnifico e maestoso stadio ha “rischiato” di diventare la casa di Borja qualche anno fa, prima dello sbarco italiano a Firenze.

Lo spagnolo, cresciuto nella cantera del Real Madrid ma poi emigrato dalla Casa Blanca, è stato uno dei pupilli di Guardiola: Pep lo voleva al Barça nel 2010, dopo la grande stagione al Villarreal, ma l’affare (forse della vita?) sfumò perché il suo arrivo avrebbe offuscato la crescita di Thiago Alcantara e la storia cambiò il finale.

“Per un madridista il Barcellona rimane l’eterno rivale, giocare contro di loro dà motivazioni extra. Non c’è Messi? Meglio per noi, perché è un giocatore unico. Icardi è come Messi? Non lo definirei come lui, però è l’uomo che sa finalizzare il nostro gioco”.