Baldini attacca: "Finché il calcio italiano sarà in mano ai lestofanti, non risolveremo mai niente"
Il Ct ad interim dell'Italia ha attaccato il sistema con la sua schiettezza
Silvio Baldini si presenta sulla panchina della Nazionale italiana (seppur ad interim) fedele al personaggio che lo ha sempre contraddistinto: schietto, autentico, privo di qualsiasi filtro diplomatico. Nella sua prima conferenza stampa da ct azzurro, l'ex tecnico del Pescara ha gelato subito i sogni dei suoi sostenitori, che nelle ultime settimane avevano dato vita a un vero e proprio "partito della conferma".
«Penso che per allenare la Nazionale Italiana ci voglia un certo curriculum. E io non ce l'ho», ha ammesso Baldini con una lucidità quasi spiazzante. Nessuna intenzione, quindi, di approfittare del momento o di fare il "pavone" cavalcando l'entusiasmo della piazza: «Oggi la maggior parte dei tifosi fa il tifo perché vede un cambiamento. Ma io credo nel merito, non nei colpi di fortuna. Ora ho la possibilità di giocare l'Europeo Under 21 e magari vincerlo, o le Olimpiadi e magari vincerle. Solo a quel punto potrei sperare in qualcosa di più».
L'onestà intellettuale del tecnico si è trasformata in un vero e proprio uragano quando l'istituzione calcio è stata chiamata a rispondere della sua crisi profonda. Baldini non ha usato giri di parole per indicare i colpevoli, lanciando un duro atto d'accusa contro i vertici dirigenziali: «La spiegazione della crisi è semplice: il calcio italiano è in mano a dei dirigenti che pensano ai propri interessi e non alla crescita del gioco. Si punta sul mercato dei giocatori anziani anziché sui giovani, perché questo serve a fare i propri comodi».
Un affondo che si è concluso con una sentenza pesantissima che farà sicuramente discutere i piani alti del Palazzo: «Alcune persone io le chiamo "lestofanti", e spesso sono proprio loro ad avere in mano le redini del gioco. Finché non ci saranno dirigenti seri, il nostro calcio avrà un problema».