Baggio: "All'Inter mi chiese di fare la spia, voleva che gli portassi i nomi di chi non era con lui"

L'ex giocatore di Fiorentina, Inter e Milan ha parlato del rapporto con Lippi

21 maggio 2026 18:31
Baggio: "All'Inter mi chiese di fare la spia, voleva che gli portassi i nomi di chi non era con lui" -
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Ecco il testo rielaborato in un unico blocco narrativo, integrando i discorsi diretti (con parole modificate ma fedeli al senso originale) senza interruzioni o titoli intermedi:

Recentemente, Roberto Baggio ha lanciato il suo nuovo libro autobiografico intitolato “Luce nell’oscurità”, all'interno del quale condivide diversi retroscena inediti sul suo percorso calcistico. Tra i passaggi più curiosi spicca quello che coinvolge l'ex allenatore di Juventus e Inter, Marcello Lippi. Il Divin Codino riporta un dettaglio mai emerso prima d'ora, risalente a qualche mese prima del debutto formale di Lippi sulla panchina interista (avventura che poi non replicò i trionfi in bianconero): stando al racconto, il mister gli avrebbe domandato, durante un colloquio riservato, di agire come informatore all'interno del gruppo. Quel faccia a faccia segnò negativamente il legame tra i due fin dal principio: “Espresse il desiderio di vedermi nel mese di marzo, domandandomi esplicitamente di indicargli quali calciatori, all'interno dello spogliatoio, avrebbero potuto creargli problemi o andargli contro. La mia replica fu netta: ‘Mister, il mio compito è dare il cento per cento in ogni sessione di allenamento, e spetterà a lei decidere se schierarmi in campo o meno; tuttavia, non pretenda da me questo genere di favori’”. Quell'episodio rappresentò soltanto la prima di una lunga serie di frizioni che Baggio descrive di aver vissuto con l'allenatore viareggino durante quel periodo. “Infastidito dal mio rifiuto, tentò fin dal ritiro estivo di punzecchiarmi, cercando di farmi perdere la pazienza. Un giorno, con fare decisamente presuntuoso e toni accesi, Lippi mi sbraitò contro: ‘Ehi, genio, spiega un po' alla squadra che cos'è che non ti va a genio‘. Io rimasi del tutto calmo e gli ribattei: ‘Mister, sia lei a raccontare ai ragazzi quale favore mi aveva domandato in privato‘”.