Ecco un articolo di Giovanni Sardella sulla Gazzetta dello Sport che parla di Kalinic e la Coppa Italia:

Poteva essere in Cina, dall’altra parte del mondo. Ricco come non mai, ma anche distante anni luce dalle emozioni del calcio in cui ha sempre vissuto. E invece sarà al San Paolo, pronto a guidare l’attacco viola a suon di movimenti, conclusioni e magari gol. Nikola Kalinic riparte da qui. Dopo venti giorni passati a chiedersi cosa fare, la decisione ferma e irremovibile. «Io resto». Felici in molti, scontenti alcuni. Deluso soprattutto il Tianjin Quanjian, convinto di avere il giocatore in pugno. Entusiasti i tifosi della Fiorentina, raggiante Sousa, anche se non ne parla e non esprime pareri. Proseguendo sulla scia della linea comunicativa stabilita da tempo. «Io sono un allenatore, felice di esserlo, non commento niente di diverso». Per un allenatore sapere di poter contare su Kalinic impenna il morale.

Il centravanti croato non ha giocato sabato a Verona contro il Chievo, essendo squalificato. Torna quindi in campo dopo la prestazione super disputata con la Juventus una decina di giorni fa. Quando la nebbia sul futuro era tutt’altro che diradata, ma la freddezza nel dribblare emozioni e distrazioni è stata certificata durante il match. Gol compreso. A proposito di reti. In stagione Kalinic viaggia a numeri importanti con 13 centri, nove dei quali in campionato mentre quattro arrivati in Europa. Manca la Coppa Italia, lacuna che proverà a colmare già stasera al San Paolo. In totale, in un anno e mezzo di Fiorentina, sono 27 le reti segnate. Non male per un attaccante che ha la fama di essere bravissimo ma non particolarmente abile e continuo davanti alla porta.

Nikola a Napoli ha già segnato. Trovando il momentaneo pareggio nella sfida dello scorso campionato. Higuain poco dopo spense gli entusiasmi viola e la squadra di Sarri vinse la partita. Ma il movimento centrale su lancio di Ilicic fu poderoso. Tagli e gol: due tra gli argomenti che hanno fatto brillare gli occhi dello stesso Napoli, visto che prima dei cinesi a portar via Kalinic da Firenze ci aveva provato proprio il club di De Laurentiis. Assalto fallito in entrambi i casi e croato ancora in maglia viola. Stasera ripartirà da qui. Dalla voglia di giocare, segnare, aiutare il suo mondo. Quello che ha scelto, a dispetto dei tantissimi milioni sussurrati dal vento d’Oriente.