Atta e Ndour e quel doppio "trait d'union": gioco di testa da migliorare e Pogba come fonte d'ispirazione
I due nella prossima stagione prenderanno le redini del centrocampo della Fiorentina
Arthur Atta e Cher Ndour ora sono diventati compagni di squadra e nella prossima stagione giocheranno l’uno accanto all’altro prendendo le redini del centrocampo della Fiorentina. Atta sarà la mezzala sinistra, mentre Ndour, verosimilmente, quella destra. Il francese è un centrocampista moderno che ha gamba, verticalità e sa rompere le linee con una giocata individuale, trasformando un’azione difensiva in offensiva. Tra le sue principali qualità c’è l’assist, ma la scorsa stagione ha messo a referto anche dei gol. L’italiano è un giocatore tecnico, che ha un gran tiro dalla distanza, è sempre nel vivo del gioco, è capace di inserirsi ma non solo, sa anche dare un certo equilibrio alla squadra.
Ma non tutti sapranno che ad accomunarli c’è un punto debole, sicuramente migliorabile con il lavoro, che il campo mette in luce, ed uno stesso calciatore a cui si ispirano. Recentemente in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport Cher Ndour ha dichiarato: “So ascoltare e sono consapevole di avere difetti. Il mio punto debole è il colpo di testa: sono alto ma non lo sfrutto”. Parole che fanno eco a quanto detto ai microfoni dei canali ufficiali del club da Arthur Atta: “Devo migliorarmi sul gioco di testa”. Essendo due calciatori fisici ed alti, uno degli obiettivi del neo tecnico viola Fabio Grosso, sarà dunque indubbiamente quello di lavorare su questo aspetto, che può rivelarsi prezioso (anche nei rilanci) per saltare la prima pressione degli avversari e imbastire così l’azione offensiva della Fiorentina, inoltre per andare in gol quando saranno chiamati ad inserirsi in area di rigore. Come dicevamo poc'anzi non c’è solo l’aspetto di campo in cui crescere come “trait d’union” tra i due, entrambi hanno infatti un giocatore da cui prendono spunto, ovvero Paul Pogba.