3 Marzo 2021 · 19:38
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Arrestato il capo ultrà del Milan per spaccio, era elemento di spicco dell’organizzazione criminale

Riceveva la droga che gli rifornivano gli albanesi al “Clan” di Sesto San Giovanni e da lì la rivendeva nella city. E’ finito agli arresti Luca Lucci, 37 anni, uno dei capi della Curva Sud Milano e considerato dalla Procura di Milano una figura di vertice dell’organizzazione che, insieme ad albanesi ed italiani, gestiva lo spaccio della droga di provenienza albanese in alcuni quartieri di Milano.

Questa mattina è scattato il blitz antidroga della Questura di Milano nei confronti di 22 persone destinatarie dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura di Milano. Quindici sono finite agli arresti di cui due raggiunte da provvedimento in carcere perché già detenute, 4 sono all’estero e altre 2 sono al momento ricercate. In galera è finito anche Massimo Mandelli, ex steward impegnato dall’Inter in occasione delle partite casalinghe a San Siro fino allo scorso anno: secondo gli inquirenti il suo ruolo, all’interno di questa organizzazione, era molto più defilato, non certo apicale, rispetto a quello di Lucci e si limitava allo smistamento sul territorio.

Avviata il 24 marzo 2016, dopo l’arresto di Davide Palizza (all’epoca incensurato) trovato con mezzo chilo di marijuana e diversi cellulari a disposizione nascosti nel baule di uno scooter, dal Commissariato Centro della Questura di Milano, diretto da Ivo Morelli, l’indagine ribattezzata “Operazione Mongolfiera” ha ricostruito in questi due anni le rotte dell’hashish e della cocaina che confluivano a Milano. Due anni d’investigazioni di polizia nel corso dei quali sono state messe sotto controllo 140 utenze telefoniche, utilizzate 5 intercettazioni ambientali, oltre a registrare l’esistenza di tantissime sim che venivano utilizzate solo per una telefonata e poi distrutte. In due anni sono stati sequestrati oltre 600 chilogrammi di hashish e cocaina provenienti dall’Albania, dalla Spagna, dal Sud America e dal porto di Gioia Tauro in Calabria. Solo questa mattina, durante il blitz, lungo la direttrice Milano-Cremona la Polizia ha recuperato altri 5 kg di sostanze stupefacenti.

L’inchiesta si è diramata lungo due filoni: uno per il canale di approvvigionamento albanese, l’altro italiano. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il capo ultrà del Milan, Luca Lucci, aveva assunto un ruolo chiave nel filone albanese. Era lui il punto di riferimento degli albanesi presso cui si riforniva e – stando alle ricostruzioni della Questura – aveva trasformato il Clan di Sesto San Giovanni, luogo nel quale solitamente si riunisce la Curva Sud Milano per le riunioni settimanali, come l’hub dove ricevere la merce in arrivo dall’Albania, qui il rifornimento avveniva sempre nelle primissime ore del mattino. Di recente, la Polizia era riuscita a intercettare un tir con 250 chili di droga, di provenienza albanese, diretto al Clan.

La posizione di Massimo Mandelli, l’ex steward dell’Inter, è invece inquadrata dagli inquirenti nel filone italiano. Il suo compito è ritenuto molto più defilato: a lui spettava lo spaccio in città, la “sistemazione sul territorio”, e si poneva come collegamento tra il filone albanese presso cui si riforniva Lucci e quello italiano che aveva a capo dell’organizzazione Luca Boscherino, 33 anni, di Vibo Valentia. Due organizzazioni non in contatto tra loro.

“Milano è la più grande piazza d’Europa – ha precisato il procuratore aggiunto di Milano, Laura Pedio -. Le intercettazioni, alcune delle quali abbastanza esplicite come una in cui un indagato diceva all’altro ‘Ciao amore, domani alle 3’, hanno portato ad un primo grosso sequestro: 120 chili di hashish e 6 chili di cocaina pura all’80% per un valore di mezzo milione di euro e 15mila euro in contanti. La droga proveniva da Spagna, Sud America e Calabria, precisamente dal porto di Gioia Tauro. Fra le grosse piazze di spaccio direttamente interessate c’era quella del quartiere Baggio, periferia sud del capoluogo lombardo”.

Un aspetto molto importante riguarda la Curva Sud Milano. In questo momento, la Questura di Milano – sulla base dei due anni di indagini – esclude che la Curva Sud possa essere stata utilizzata come una piazza di spaccio per vendere la droga. La Polizia non ha documentato un’attività diretta di spaccio in curva.

Gazzetta.it

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