Questo l’articolo di Angelo Giorgetti sulla Nazione a riguardo di Giancarlo Antognoni:

Non solo una bandiera da risventolare, né un pezzo di storia dietro cui ripararsi sarà Antonio, ieri tampinato allo stadio dai cronisti, compresi quelli di Violachannel che con emozione lo hanno filmato nel live show dell’arrivo in sede come il migliore dei nuovi acquisti: classe 1954, ma quanto stile.

Il cappotto appeso nella nuova stanza, lo sguardo alla scrivania e poi alla telecamera, il sorriso un poco impacciato e per questo immenso di Giancarlo, sempre uguale con la sua sua piccola e limpida timidezza.

Ma quanta forza e che patrimonio di affetto si porta dietro una figura così amata, che insuperabile valore aggiunto potrà diventare per la Fiorentina in passato carente nella quota di tutela per i sentimenti antichi.

Solo piccoli rattoppi qua e là, surrogati poi inespressi anche per mancanza di autonomia. Ora è tornato in sede un signore il cui nome ondeggia da sempre in curva Fiesole, sul bandierone bianco a sfondo viola, un patrimonio racchiuso in tre parole definitive: onora il padre.

Bene chiarirlo allora: Antognoni non sarà un parafulmine. La proprietà sa bene che un’operazione del genere avrebbe un cortissimo raggio e conseguenze devastanti per tutti.

Antognoni riempirà un ruolo che con il tempo gli verrà disegnato per rappresentare la società in toto, con diritto di parola in ogni situazione (comprese le prese di posizione a caldo dopo le partite in trasferta, un vuoto che finalmente sarà colmato).

Antonio sarà presentato la prossima settimana direttamente da ADV e solo dopo l’investitura seguirà la squadra in trasferta. Niente Pescara dunque. Ma il padre, finalmente, è onorato.

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