Lo stilista fiorentino Roberto Cavalli, dopo la querela ricevuta da parte della Fiorentina in seguito alle pesanti dichiarazioni rivolte alla proprietà della famiglia Della Valle, è tornato a parlare. Infatti, dopo un lungo post pubblicato sul suo profilo Facebook, Cavalli è intervenuto anche ai microfoni di Radio Blu: “La Querela? Mi ha un po’ innervosito, anche se i miei figli, che sono i giudici dei miei pensieri e più seri di me, mi hanno detto: ‘Babbo non dovevi esporti, hai fatto male’. Quindi, non dico che me l’aspettassi ma tutto liscio non poteva passare”.

Prosegue commentando il post pubblicato su Facebook: “C’è molta amarezza nel mio post su Facebook? E’ vero. Lo trovo un po’ patetico, scusatemi, però dopo una querela era l’unico modo in cui potevo esprimermi per far capire che in fondo avevo esagerato. Di questi tempi nel calcio non bisogna essere esagerati, dobbiamo essere solo spettatori alla finestra, e guardare cosa succede. Nel mio lavoro il mio motto è sempre stato “L’eccesso è il mio successo”, credo che in questi miei scritti ho esagerato, ho avuto un mio eccesso”.

E sul suo rapporto con la Fiorentina: “Ora sto alla finestra, per cosa succederà a Bernardeschi, a Sanchez, non sappiamo cosa succederà al nostro portierone. Non si sa niente. Cerco ogni mezz’ora di aggiornarmi. E vedo passare di tutto. Se poi non è vero e non venderanno nessuno meglio così. Cominciamo a sognare, perché ho detto che la passione è morta ma in realtà la passione non muore mai, continuo a sognare”.

E conclude con una richiesta: “Però da qui in avanti non scrivete più: Comprala te. Non posso comprare la Fiorentina. Ho chiuso la mia ditta, non lavoro più da 3-4 anni perché le cose non mi andavano bene“.

Ieri ho chiamato mia moglie, che ha mantenuto tanti rapporti importanti con grandi e ricchissimi personaggi, le ho detto: “Dammi una mano, vorrei tanto aiutare i tifosi viola”. Lei ha risposto: “Sarà difficile, più facile possa trovare qualcuno attraverso degli arabi”. Ma non ne sarei felice sinceramente“.

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