28 Settembre 2020 · 18:43
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Anche Pradè è in bilico: ha cinque mesi per convincere Commisso a rinnovargli il contratto

A Roma per cercare l’abbraccio della famiglia, che gli servirà a ricaricarsi un po’. È lì, che passerà il Natale Daniele Pradè, prima di tornare a Firenze per poi tuffarsi sul mercato. Un mese (dal 2 al 31 gennaio) nel quale si giocherà il futuro anche lui.

Già. Dopo Montella infatti, adesso c’è lui sotto la lente d’ingrandimento e la conferma, per il prossimo anno, non è così scontata. Anche perché il contratto scadrà a giugno e l’opzione per il rinnovo è a favore della società. Del resto, dipendesse da lui, non ci sarebbero dubbi. Nella sua testa infatti c’era (c’è) un
percorso di cinque anni, nel quale (passo per passo) costruire una Fiorentina da Champions. Ma ora è tutto in bilico ed è pronto a combattere.

A Pradè gli vengono imputati i 25 milioni spesi per Lirola e Pedro, fino ad oggi, incapaci di offrire il contributo sperato. Il centravanti brasiliano, in particolare, è una ferita che brucia forte. Arrivato per diventare il centravanti titolare, è diventato una specie di fantasma. E poi Boateng, gli acquisti di Pulgar e Badelj da molti considerati doppioni, l’assalto fallito al centrocampista. Questi, i capi
d’accusa.

Le attenuanti però, non mancano. I tempi, prima di tutto. Pradè infatti ha iniziato a lavorare dopo metà giugno. Quando il 90% delle società ha già definito gran parte degli acquisti. Perché ci vogliono mesi per centrare gli obiettivi pesanti e Pradè, quel tempo, non l’ha avuto. A complicare il cammino, poi, ci si è messo il destino. Impossibile, infatti, non pensare all’infortunio di Ribery, o ai problemi di Chiesa.

Due colonne senza qualsiasi squadra sarebbe andata in
difficoltà e non a caso, il tracollo, è iniziato con la squalifica del francese. Da quel momento, la Fiorentina, si è persa. E certo non è colpa del diesse. Anzi. Se non fosse stato per lui (e i suoi rapporti
con Toni e Davide Lippi) il campione francese, a Firenze, non sarebbe mai
arrivato. Questo però, adesso non conta. Sarà il futuro, a partire dalla scelta del tecnico, a decidere cosa ne sarà di Pradè.
Lui lo sa, e non ha alcuna intenzione di mollare. Cinque mesi per il rinnovo, sarà la sfida di Pradè. A riportarlo è il Corriere Fiorentino.

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