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ANALISI ATTACCO: SIMEONE E TANTI GIOVANI, UNA SCOMMESSA DA VINCERE. MA SENZA BERNA E KALINIC LA QUALITÀ È INFERIORE…
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ANALISI ATTACCO: SIMEONE E TANTI GIOVANI, UNA SCOMMESSA DA VINCERE. MA SENZA BERNA E KALINIC LA QUALITÀ È INFERIORE…

Gianmarco Biagioni

3 Settembre · 12:32

Aggiornamento: 3 Settembre 2017 · 12:32

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Il calciomercato si è appena concluso e, come di consueto, si apre il tempo dei bilanci. Nei giorni scorsi, infatti, abbiamo passato in rassegna prima la difesa e successivamente il centrocampo, al fine di operare un confronto tra la squadra a disposizione di Stefano Pioli e quella che si presentò ai nastri di partenza della scorsa stagione agli ordini di Paulo Sousa.

Oggi, invece, la lente d’ingrandimento si sposta sul reparto offensivo: ossia quello che, sia in termini di interpreti che (inevitabilmente) di modulo, presenta le maggiori novità. Infatti i soldi incassati dalle cessioni di Federico Bernardeschi e Nikola Kalinic, pedine chiave nell’assetto offensivo della Fiorentina dell’allenatore lusitano, sono stati sapientemente reinvestiti per portare a Firenze un giovane di belle speranze come Giovanni Simeone che, sia nell’immediato che in prospettiva, avrà il compito di reggere interamente sulle sue spalle il peso dell’attacco viola.

Tuttavia gli acquisti attraverso i quali Pantaleo Corvino è andato a rinforzare il pacchetto offensivo non finiscono qui… Infatti, oltre al Cholito, si sono vestiti di viola anche Cyril Thereau, oltre 200 presenze e più di 50 gol in Serie A ma ormai già avviato lungo viale del tramonto, Gil Dias, Rafik Zekhnini, Simone Lo Faso e Martin Graiciar: giovani, senza dubbio talentuosi ma ancora troppo acerbi per affermarsi nell’immediato in un campionato tattico e fisico come quello italiano.

La permanenza di Federico Chiesa (in attesa del recupero di Riccardo Saponara…) rappresenta senza dubbio la nota più lieta tanto per i tifosi quanto per il nuovo allenatore, intenzionato ad affidare al figlio d’arte le chiavi dell’out di destra anche in questa stagione.

In attesa, quindi, che Pioli trovi la quadratura del cerchio, collocando i nuovi innesti nei punti nevralgici del suo 4-2-3-1, il paragone con il reparto offensivo della scorsa stagione non può che denotare un netto impoverimento sia in termini di qualità che di esperienza degli uomini a disposizione. Si dice, infatti, che ogni rivoluzione abbia un prezzo e (forse) lo scotto da pagare per la Viola potrebbe essere proprio il tempo necessario affinché i nuovi e giovani attaccanti si calino a pieno nella nuova realtà…

Gianmarco Biagioni

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