La Nazione parla della situazione allenatore in casa viola:

Paulo Sousa è stato confermato lunedì notte e a scanso d’equivoci fino al 28 maggio, quando la Fiorentina chiuderà la sua dimenticabile stagione in casa contro il Pescara. Sousa imbullettato alla panchina viola. Comunque vada a Bergamo contro l’Atalanta? Sicuramente sì, fa sapere la società. Paulo resterà dov’è, visto che non ha intenzione di dimettersi. Anche se domenica la Fiorentina dovesse perdere male? Certo. Anche se dovesse perdere malissimo.

Il concetto di Sousa imbullettato è molto fisico e probabilmente la società vuole metterlo di fronte al malcontento dei tifosi, per la serie dai selfie agli insulti visto che differenza? E’ ancora sicuro Sousa, dopo aver incassato gli sfottò stereo della curva, che la colpa sia stata proprio tutta della proprietà? Non gli è venuto il sospetto di aver contribuito, lui stesso, allo scempio di un patrimonio affettivo unico in Italia?

Sousa resta anche perché in giro non c’è granché neanche per la soluzione-traghetto e l’unico obiettivo realistico è quello di finire con dignità: gestire il gestibile, prendersi la propria razione di malcontento, surfare gli sguardi ostili. Si è ridotto a poco più di zero il confronto tecnico fra i dirigenti e Sousa, non c’è del resto molto da spiegare dopo aver visto nelle ultime due partite le 6 reti subite dalla difesa piazzata. Errori imperdonabili nel momento decisivo della stagione.

L’importante sarà non sbagliare la scelta del futuro allenatore. Il quale è sicuramente sotto contratto con un’altra società (Sarri, Giampaolo, Di Francesco), per cui la Fiorentina dovrà aspettare gli eventuali sviluppi delle rispettive situazioni prima di muoversi.

Chiusura con Ranieri, che è stato appena licenziato dal Leicester ed era stato contattato nel 2012 prima di Montella. Potrebbe essere lui il nuovo allenatore? Difficile, visto che ad agosto ha firmato un rinnovo fino al 2020 a 5 milioni di sterline a stagione. Pagherà il Leicester, voi ci rinuncereste?

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