Alla scoperta di Veretout e Gil Dias, le ultime due scoperte di Corvino che Firenze sta imparando a conoscere

Veretout fa parte della generazione di fenomeni francesi. Gil Dias una scoperta di casa Monaco. Conosciamo meglio le loro storie

Gil Dias, Benassi, Bruno Gaspar Verona Fiorentina

Cinque gol da quattro volti nuovi e primi 3 punti: mai banale questa Fiorentina. Una squadra che intriga, incuriosisce. Per il fantacalcio e non solo, tanti i nomi sconosciuti o quasi: Bruno Gaspar, Pezzella, Vitor Hugo e via. Alzi la mano chi li conosceva già. Rivoluzionatissima. E se 2 dei nuovi acquisti andati a segno contro il Verona – Simeone e Threau – sono vecchie conoscenze della Serie A, altrettanto non si può dire degli altri 2 alla prima rete in A: Veretout e Gil Dias, gli autori del quarto e quinto gol. Eppure c’è chi su di loro avrebbe scommesso tutto o quasi: Pantaleo Corvino. Parlano gli investimenti fatti dalla Viola per portarli a Firenze.

Con tutta probabilità Jordan Veretout stesso si sarà ormai stancato dell’etichetta di ‘enfant prodige’. E vorremmo ben vedere… gli anni sono 24. Ancora giovane eppure che esperienza: già più di 200 presenze tra i professionisti.

Centrocampista dai piedi buonissimi (non lo diciamo noi, ma la punizione calciata ieri) che può ricoprire ogni ruolo del centrocampo: regista, trequartista o mezz’ala. Ruolo, quest’ultimo, ricoperto principalmente nella scorsa stagione al St. Etienne con grandi risultati: 43 presenze totali, 4 gol e 5 assist. In realtà parlare di Veretout come giocatore sconosciuto è un po’ irrispettoso perché, esclusa la stagione all’Aston Villa, fin dai tempi del Nantes – squadra in cui è cresciuto – non ha praticamente mai sbagliato una stagione. Tanto che ai tempi di Inzaghi in panchina, il Milan lo monitorò davvero da vicino. Figlio di quella generazione di fenomeni francesi che vinse il Mondiale Under 20 nel 2013, insieme a gente come Pogba, Zouma, Umtiti, Lemina, Digne, Kondogbia e Areola. Probabilmente l’Inghilterra per caratteristiche non faceva per lui, complici anche e soprattutto un rapporto non certo idilliaco col manager Tim Sherwood ed alcune barriere linguistiche mai superate.

Per Jordan molto meglio la Serie A, dove si è ambientato alla grande. In una Fiorentina davvero a tinte bleu: Thereau, Laurini, Eysseric e proprio lui. Il Saint Etienne, squadra dove giocò la scorsa stagione in prestito dai Villans, avrebbe fatto carte false per riacquistarlo a titolo definitivo. E che delusione per la società francese non appena comunicata la voglia di Serie A del giocatore: “Lo conosciamo bene come uomo e giocatore e francamente siamo rimasti sorpresi e delusi dalla sua decisione”, parola del ds Dominique Rocheteau. Anche il Nantes avrebbe fatto di tutto pur di riaverlo, tanto da scomodare anche un certo Claudio Ranieri: “Ranieri mi chiamò, è vero. È un allenatore che ammiro ma dovevo riflettere bene”, ha ammesso Veretout qualche tempo fa. Niente da fare: troppa la voglia di confrontarsi in un campionato nuovo.

Ne ha approfittato Pantaleo Corvino che, anche grazie all’ottimo rapporto tra Fiorentina ed Aston Villa risalente all’affare Carlos Sanchez, si è aggiudicato il francese per circa 7 milioni. Con Veretout che si è presentato aprendo il trofeo Bernabeu di agosto con un gol da fuori area al Real Madrid. Di fronte agli occhi del suo idolo di sempre: Zidane. Non certo una banalità.

Parlare di talenti scuola Monaco non è affatto una novità anzi, ci abbiamo fatto l’abitudine. Alla faccia della Masia del Barça: negli ultimi anni sono stati i monegaschi a sfornare gioielli su gioelli. Fabinho, Bakayoko, Mendy, Bernardo Silva, Lemar, Mbappé ma non solo. A loro si aggiunge anche il neo acquisto viola Gil Dias, nonostante il portoghese classe ‘96 sia stato acquistato dal Braga nel 2014 e con la prima squadra del Monaco vanti una sola presenza.

Continui (e redditizi) prestiti per ‘farsi le ossa’ per lui: prima il Varzim e poi il Rio Ave dove nella scorsa stagione è esploso con 39 presenze, 8 gol e 7 assist. Assistito da Jorge Mendes – il quale ha ottimi rapporti col dirigente della Fiorentina Carlos Freitas – poi, non proprio un dato da sottovalutare. L’esterno è arrivato in viola grazie ad un prestito biennale con diritto di riscatto fissato a 20 milioni: un investimento più che considerevole che a Firenze sono certi di portare a termine alla conclusione dei due anni di prestito viste le qualità del ragazzo.

Talentuoso e veloce, esterno mancino che gioca prevalentemente sulla sinistra ma che può adattarsi anche a destra. Sa fare gol, come dimostrato contro il Verona. “Sono venuto per giocare visto che al Monaco non avevo tante opportunità. La Fiorentina ha grande storia, spero di giocare bene ed aiutare la squadra a vincere. Il mio obiettivo è giocare il maggior numero di partite e fare dei gol, ho parlato con Bruno Gaspar prima di arrivare qui e mi ha detto che l’ambiente era ottimo. Le mie qualità? La velocità e l’uno contro uno”.

L’idolo? Nemmeno a dirlo: “Ronaldo”. Che domande. Anche se “del campionato italiano mi piace tanto Dybala, sta diventando fenomenale”. Sì, ma aver come modello un giocatore bianconero per chi veste la maglia viola non è che sia proprio il massimo: meglio avvisarlo. “Qui ha giocato Rui Costa, un giocatore portoghese di livello molto elevato che ammiro”, ecco, così va decisamente meglio. “Il mio grande obiettivo è quello di rappresentare grandi club. I miei sogni non hanno limiti”.

Talentuoso e non solo, il ragazzo. Anche decisamente ambizioso. Proprio come tutti i talenti del vivaio monegasco. Uno dei quali se lo gode ora la Fiorentina, insieme agli altri volti nuovi. Giusto il tempo di adattarsi e sarà divertimento assicurato. E visti i 4 dei 5 gol segnati ieri arrivati tutti dai neo acquisti beh, probabilmente non hanno nemmeno tutti i torti.

 

Gianlucadimarzio.com

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