Una strada che la società viola potrebbe percorrere, dopo le recenti contestazioni, e lo sfogo di Della Valle, potrebbe essere ammettere in pubblico le proprie responsabilità e gli sbagli fatti in sede di valutazione estiva. Magari dopo aver ribadito la volontà di ripartire su basi nuove (allenatore italiano come la maggior parte dei giocatori, volontà di puntare sui giovani di talento, nessuna dichiarazione sbilanciata sui risultati da raggiungere). La proprietà dovrebbe ammettere di aver sovrastimato la possibilità di gestire il rapporto con Sousa in modo diverso rispetto alla stagione precedente, la frattura creatasi dopo il mercato di gennaio ha innescato una fase di non ritorno che neanche l’esperienza di Corvino è riuscita a invertire. Ma l’errore di valutazione principale è stato quello della proprietà, che ha deciso di insistere con un allenatore evidemente svuotato, almeno per quanto riguarda la volontà di condividere un percorso di crescita. Sbagliata anche la scelta di puntare su alcuni giocatori che avevano evidentemente fatto il proprio tempo a Firenze (e in almeno tre casi la società ha rinunciato anche a cifre consistenti durante la fase di mercato).
La Nazione

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