Abodi: "Il calcio italiano si evolverà, Euro 2032 ci farà cambiare volto e tutto sarà migliore"
Il ministro dello sport ha parlato di stadi
Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, è intervenuto tramite il proprio profilo X per fare il punto sugli sviluppi legati all'impiantistica sportiva nel nostro Paese:
«Come ho sempre detto in questi tre anni e mezzo, nonostante diffidenze e ostilità spesso subdole, sta succedendo per gli stadi quello che mai è successo nella nostra storia: tredici città, sedici progetti, 4,5 miliardi di investimenti privati, una collaborazione stretta tra Governo, Comuni, Regioni, club, Figc e Uefa».
Le iniziative e le misure a supporto
Il ministro ha voluto rimarcare gli interventi normativi e le strategie finanziarie messe in atto dall'esecutivo:
«A questo si aggiungono le modifiche legislative che ho promosso, in collaborazione con il Parlamento, per migliorare l'efficacia della norma stadi, la creazione della piattaforma commissariale e il prezioso lavoro del Commissario di Governo Sessa, che ho voluto fortemente insieme al Mit, e un portafoglio di opportunità finanziarie a supporto degli investimenti privati, elaborate insieme al Mef, che saranno presentate entro un mese».
Abodi ha poi evidenziato la finalità di questo percorso in vista delle prossime scadenze internazionali:
«Ho lavorato con tutta la struttura del Ministero per questo obiettivo di transito che consentirà all'Italia di organizzare al meglio Euro 2032 e comunque di offrire ai tifosi, finalmente, stadi moderni, accoglienti, funzionali, accessibili e sostenibili, migliorando le città che li ospitano».
Verso le decisioni di ottobre
In conclusione, il rappresentante del governo ha proiettato lo sguardo sui prossimi passaggi chiave per il movimento calcistico italiano:
«A ottobre la Figc proporrà le candidature - riserve incluse - all'Uefa che deciderà quali stadi diventeranno teatro dello spettacolo europeo. Ma il calcio italiano cambierà volto, dovendo cambiare molte altre cose ma al Governo presieduto da Giorgia Meloni potrà essere riconosciuto il merito di avere promosso, coordinato e contribuito, insieme ad altri, a un processo di trasformazione epocale del quale aveva bisogno il sistema calcistico nazionale. Un altro impegno che stiamo rispettando, sempre avanti».