Leonardo Semplici domani potrebbe conquistare la Serie A alla guida della sua Spal e, nell’attesa, ha anticipato la partita di domani con alcune riflessione su quello che è stato il suo passato, su quello che è il suo presente ed anche su quello che potrebbe essere il suo futuro: “E’ stata una stagione incredibile: il nostro obiettivo era salvarci, anche perché avevamo un budget inferiore alle altre squadre. La promozione sarebbe un traguardo emozionante, dopo 50 anni. Bisogna ringraziare anche la Proprietà che ha acquistato la SPAL in Serie D. Rimarrò sempre umile, considerando che il mio obiettivo era allenare in Serie D. Poi non ho un gran passato da calciatore, quindi ho tanto da dimostrare”.

Spende poi alcune parole su Maurizio Sarri: “Sarri? Quando era sulla panchina dell’Empoli c’era grande scetticismo nei confronti di chi lo accostava alla Fiorentina. Ora sta disputando un grande campionato e ha fatto molta gavetta per arrivare dove è arrivato”.

E sulla Fiorentina: “Le grandi squadre come quella gigliata non mi chiamano perché si pensa che chi ha poca esperienza non possa allenare una big. Ma si è visto anche Simone Inzaghi, che doveva andare alla Salernitana, cosa sta facendo alla Lazio. C’è differenza tra Fiorentina e SPAL, ma ce n’era anche tra Figline e SPAL. Gli ex calciatori hanno la strada un po’ più spianata, io però mi sono meritato la mia scalata dall’Eccellenza alla Serie B“.

Conclude con un pensiero su Bernardeschi: “Bernardeschi? E’ maturato molto e deve tanto a Sousa che gli ha dato fiducia. Non so cosa sia successo in questo finale di stagione, ma è giusto che l’allenatore lo richiami. Con la Fiorentina credo ci sia la volontà di continuare”.

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