14 Nazionali rispondono a Ceferin: "Ogni partita merita rispetto, siamo qua perchè lo meritiamo"

Il Presidente Uefa è stato criticato dopo le sue recenti dichiarazioni sul Mondiale

15 giugno 2026 14:35
14 Nazionali rispondono a Ceferin: "Ogni partita merita rispetto, siamo qua perchè lo meritiamo" -
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Il dibattito sull’allargamento del Mondiale continua a far discutere, alimentato in passato dalle ironiche provocazioni del presidente della Fifa, Gianni Infantino, che aveva scherzato dicendo: "Vediamo se l’Italia si qualifica con 64 squadre o forse dovrò metterne 228". A finire sotto i riflettori delle polemiche è stato però il numero uno dell'Uefa, Aleksander Ceferin, il quale, durante un evento a Lubiana prima del torneo, ha definito la scelta di portare la rassegna a 48 squadre "un errore", motivando la sua posizione con la presenza di "partite meno avvincenti e prive di interesse". Sebbene avesse riconosciuto il valore dell'energia portata dalle nazioni più piccole, le sue parole non sono bastate a placare la reazione di 14 delle federazioni coinvolte, che hanno risposto con una lettera congiunta carica di disappunto. Le Nazionali di Capo Verde, Curaçao, Uzbekistan, Repubblica Democratica del Congo, Haiti, Algeria, Tunisia, Marocco, Egitto, Ghana, Senegal, Costa d'Avorio e Sudafrica hanno scritto: "Respingiamo con rispetto ma fermezza queste affermazioni. Per i nostri Paesi, non esiste una partita di Coppa del Mondo che non sia importante". Il documento prosegue sottolineando che tali commenti ignorano i sacrifici e le ambizioni di atleti e tifosi: "Suggerire che queste partite siano in qualche modo meno importanti non tiene conto degli sforzi, dei sacrifici e delle aspirazioni di giocatori, allenatori, club, dirigenti e tifosi di tutto il mondo. Dietro ogni qualificazione ci sono anni di lavoro e investimenti. Dietro ogni nazionale ci sono intere comunità e milioni di persone che vedono il calcio come fonte di orgoglio, speranza e unità". Infine, le federazioni hanno rivendicato l'essenza democratica dello sport, concludendo con fermezza: "Il calcio non appartiene a un gruppo ristretto di nazioni. La sua forza deriva dalla sua universalità. La Coppa del Mondo è la più grande competizione calcistica al mondo proprio perché riunisce culture diverse e storie diverse. Ogni squadra si è guadagnata il suo posto per merito. Ogni tifoso ha il diritto di sognare. Ogni partita ha un significato per milioni di persone in tutto il mondo. Pertanto, respingiamo le dichiarazioni del Presidente della Uefa e ribadiamo la nostra convinzione che la crescita del calcio debba continuare a creare opportunità. Ogni partita conta".