Zoff difende Mancini: "Persona valida per la Nazionale, non farà peggio di chi c'era prima"

L'ex portiere campione del mondo ha parlato di Mancini

29 luglio 2026 17:50
Zoff difende Mancini: "Persona valida per la Nazionale, non farà peggio di chi c'era prima" -
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Dopo giorni infuocati tra scontri, notizie contrastanti e disordini — segnati dagli addii di Maldini e Leonardo e dalla nomina di Mancini come Selezionatore e Ranieri come Responsabile dell'area tecnica — Dino Zoff individua un'unica via d'uscita: archiviare il caos extra-calcistico e concentrarsi esclusivamente sul rilancio degli Azzurri. L'ex portiere, leggenda del Mondiale 1982, accoglie favorevolmente il rientro di Roberto Mancini alla guida dell'Italia, pur lanciando una precisa direttiva:

"Bisogna isolarsi dal vocio delle ultime settimane. L'unico obiettivo è scendere sul terreno di gioco e portare a casa i tre punti. Sbagliare ancora non è un'opzione", le sue dichiarazioni a Il Mattino, dove indica nei risultati sportivi l'unico metro di giudizio per questa nuova fase.

Zoff — legato a Mancini e a Giovanni Malagò anche dall'appartenenza al Circolo Aniene (di cui è membro storico dal 2000) — approva senza riserve la decisione dei vertici federali. "Alla fine un nome è uscito, i prossimi impegni sono alle porte e un po' di apprensione cominciava a salire", commenta ironicamente il capitano dell'Italia '82. L'ex Selezionatore ritiene che l'ingaggio di Mancini sia una garanzia: "La sua figura trasmette fiducia ed è fondamentale; la storia parla per lui, ha già dato prova del suo valore alla guida dell'Italia. A testimoniarlo sono i fatti".

Relativamente al periodo di profonda incertezza, Zoff evita di gettare benzina sul fuoco, pur riconoscendo alcune sbavature organizzative: "Sarebbe stato preferibile sventare certe dinamiche per la serenità dell'ambiente. Tuttavia, i margini di manovra erano ormai ridotti al minimo e bisognava stringere i tempi in vista delle gare imminenti". Infine, sulla separazione da Maldini e Leonardo, invita all'equilibrio: "Giudicare dall'esterno senza conoscere i dettagli retrostanti non è corretto. Parliamo di professionisti che agiscono in piena autonomia. In mancanza dei presupposti per proseguire, la separazione era il passo più logico".