Pietro Vierchowod, in viola nella stagione 1981/82 nonchè primo allenatore della Florentia Viola, racconta, sulle pagine di Viola Week, la sua esperienza con la Fiorentina oltre a presentare, da doppio ex, la sfida di martedì tra i viola e la Roma.

Florentia Viola? Eravamo secondi e mi avevano promesso giocatori a gennaio. Ero arrivato il 13 agosto, non c’era niente. Con il ds Giovanni Galli andai a prendere i palloni e le magliette in un negozio ed ai primi allenamenti avevo solo cinque Primavera. Fui io a consigliare Riganò. Nel frattempo arrivavano cinque, sei giocatori per volta, quasi tutti non adatti alle nostre esigenze. Una volta mi fecero vedere in videocassetta un tedesco che doveva venire in prova: in campo scoprii che non era quello che avevo visionato. Fino alla quinta giornata eravamo primi, poi ci furono il ko con il Rimini e a Grosseto. Salica mi comunicò l’esonero. Una volta andai a Milano a parlare con i Della Valle, spiegai che alcuni giocatori acquistati non erano buoni. Forse non volevano sentirselo dire“.

Prosegue su Chiesa: “Chiesa è un buon giocatore. Per i giovani il primo anno è più semplice, aspetto che si confermi nel prossimo campionato”.

E su Bernardeschi: “Bernardeschi mi piace molto. Ma deve migliorare come comportamento in campo: sia dal punto di vista tattico che dell’atteggiamento. Deve stare con i piedi per terra”.

Esprime la sua opinione anche sul caso Kalinic, concluso con il rifiuto del croato: “Kalinic un buon giocatore, ha possibilità di emergere in Europa. Per la Cina c’è tempo”.

Conclude con un pensiero sull’imminente Roma-Fiorentina: “La Roma ha un parco giocatori superiore. In più ha il vantaggio di giocare in casa. La Roma ha più soluzioni rispetto alla Fiorentina, che non ha grandissima fantasia”.

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