Diego Della Valle paga cara la sua passione per il cinema, che fra l’altro qualche giorno fa lo ha portato sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia in occasione del film sulla vita di Franca Sozzani.

Qualche settimana fa, infatti, l’imprenditore marchigiano nella sua qualità di azionista di controllo della Diego Della Valle & C. ha dovuto attingere alla riserva straordinaria per coprire la perdita di 23,5 milioni di euro registrata nel 2015.

Il passivo è frutto di svalutazioni per ben 61 milioni che colpiscono anzitutto IEG, acronimo di Italian Entertainment Group, la scatola che controlla gli studios di Cinecittà e nel cui capitale figurano anche vecchi amici di Della Valle come Aurelio De Laurentiis e Luigi Abete.
Il writeoff riguarda la quota del 35% circa in Ieg ma svalutazioni non meno importanti hanno pesato sul 97% della squadra calcistica Acf Fiorentina (15,1 milioni) e sulle quote in Rcs (10,5 milioni), Interbasic Holding (9,5 milioni) e Italiantouch.

Alle perdite di valore hanno fatto da contraltare riprese di valore per complessivi 32 milioni appostate perlopiù (17 milioni) sulla Fadel, un altro veicolo di Della Valle tramite cui è socio nei treni Ntv, Mediobanca (9,1 milioni) con la quale il patron di Tod’s s’è schierato nella battaglia perduta per Rcs e di cui nel 2015 ha comprato altri titoli per 3 milioni e Piaggio (4,7 milioni).

Con un attivo di 496 milioni e un patrimonio netto di 431 milioni, la cassaforte di Della Valle (che nel 2015 ha azzerato la partecipazione in Luxottica) ha debiti per soli 64 milioni e questo spiega sia perché a inizio di quest’anno abbia ottenuto, assieme alla Di.Vi. Finanziaria, una linea di finanziamento dal Credit Suisse di massimo 300 milioni e sia perché nello stesso periodo Della Valle si sia staccato un dividendo di 50 milioni. A consolazione dei dolori di Cinecittà.

 

Dagospia.com

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