La Nazionale “che è stata una ferita umana perché sono state dette un sacco di falsità”, i mesi successivi alla partita con la Svezia “in cui ho provato un’enorme sofferenza interiore anche perché per accettare l’incarico da c.t. avevo rifiutato offerte importantissime di società di prima fascia: scelta che non rifarei” e la pazza voglia di tornare ad allenare perché “non posso pensare sia finita qui, due sconfitte non possono cancellare 35 anni della mia vita”.

Gian Piero Ventura, ex commissario tecnico della Nazionale, si racconta ai microfoni di Pressing, partendo proprio dalla fallimentare esperienza sulla panchina azzurra:

“Ci ripenso ma non nel senso che magari si può pensare -dice -. Molti ripensano alla partita con la Svezia, io penso a quello successo prima di quella sfida. La sconfitta con la Spagna era uno scenario prevedibile: in quel momento loro erano una delle squadre più forti del mondo e tutti dicevano che molto probabilmente saremmo andati ai playoff. Poi quando è successa questa cosa non è stata più accettata. Mi sono dato un’infinità di colpe personali quando ho capito che non ero più l’allenatore e avrei dovuto lasciare molto prima. Le colpe sono state anche di aver accettato delle situazioni che ritenevo inaccettabili”.

Ventura ha rivelato come con la Svezia non ci fossero “i presupposti per una vittoria” e che essere passato da capro espiatorio in quella situazione proprio non gli è andato giù:

“Per me è stata una ferita umana perché quello che è successo dopo è stato grave – ammette l’ex c.t. -. Sono state dette un sacco di falsità, come che sono scappato dal ritiro e altre cose terrificanti. Non ho querelato perché era un momento in cui non avrebbe avuto senso. Nei tre mesi successivi ho provato una grande sofferenza interiore. Ho accettato la Nazionale per amore della maglia azzurra, ho rifiutato altre offerte importantissime di società di prima fascia. Non rifarei assolutamente questa scelta, non la rifarei da italiano e da chi ha sofferto per la Nazionale. Devono essere accettate anche le critiche più accese ma non va offeso l’uomo. Non c’è stato rispetto e questo un po’ mi ha ferito”.

Ventura ora però voglia di rimettersi in discussione. “Mi auguro che la mia carriera non sia finita. Non posso pensare che due sconfitte cancellino 35 anni della mia vita. Non posso pensare che attenuino la mia voglia. Ho grande voglia di tornare in campo per dare risposte, ho delle scariche di adrenalina pazzesche. Ho ricevuto delle proposte, adesso vediamo. Ho fatto un’estate lunga e preferisco non ripetere questa esperienza”

Gazzetta.it