Sembra un racconto tratto da una rubrica nostalgica, una “vecchia favola” di un’epoca passata ma che non deve essere dimenticata. Perché Firenze se riceve amore ricambia amore, in qualsiasi condizione, non solo nel calcio. E così una C2 che per molte altre città sarebbe significata “stadio vuoto”, a Firenze si tramutò in passione vera e gradinate gremite. Lo ricorda, ai microfoni di Viola Channel, l’ex centravanti viola Cristian Riganò: “Mi ricordo che al debutto feci una doppietta contro il Castel di Sangro, ma mi colpirono i 30 mila che c’erano allo Stadio. La Fiorentina aveva bisogno di uno che faceva gol e si sono aggrappati a me. Io dico sempre che sono stato uno normale, ma che mi hanno messo fra i grandi. Mi hanno dato la 9 e mi hanno paragonato a Batistuta, una cosa che non esiste.

Vierchowod? Un allenatore serio, una persona diretta come piace a me. Pagò per i risultati che non arrivavano. Arrivò Cavasin, sbagliammo solo una partita. L’apoteosi fu a Rimini, con gol mio e di Bismark. Ci vide tutta Italia. Il bello è che non eri mai solo, la gente ti seguiva ovunque. Alcuni cambiavano anche lo stadio per ospitare tutti i tifosi viola.
Meglio la c2? No è stata bella perchè è durato poco. Sempre meglio ora, anche se quest’anno non è andata benissimo. Ma un anno senza Europa può succedere.
Batistuta? L’incontro è stato emozionante, bello. Mi ricordo che scambiavo la sua figurina per le vie di Lipari quando ero bambino. Ero un po’ in soggezione, ma parlandoci poco ho capito che era un campione”.

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