di Flavio Ognissanti

Le partite del pomeriggio hanno raccontato di un treno Europa che viaggia sempre più spedito, vince in rimonta l’Atalanta, aveva vinto la Lazio, aveva vinto la Roma. Stasera tocca al Milan che gioca in casa contro il Cagliari sempre più in crisi nera.

Se guardi la classifica emerge come ormai la lotta per la Champions League e la lotta per l’Europa League siano praticamente la stessa cosa. In un solo punto ci sono 4 squadre. Questa può essere una cosa molto positiva per la Fiorentina, avere come obiettivo la zona europea vorrebbe significare entrare automaticamente anche in quella per andare in Champions League.

La nota negativa è pero che la stessa zona Europa dista 6 punti. Iniziano ad essere tanti. Vero, mancano 15 partite alla fine del campionato, una vita. Ma a 6 punti ci sono squadre come Lazio, Roma, Milan e Atalanta. Non proprio Cagliari e Frosinone.

Ecco, proprio Cagliari e Frosinone, due squadre che lottano per la salvezza e contro cui la Fiorentina non ha saputo vincere. Pareggio in casa contro il Cagliari e pareggio rimontati dal Frosinone. Se guardi la classifica, la squadra viola ha perso punti con la squadra più scarse del campionato. Bologna, Frosinone, Cagliari, Parma, Genoa, Udinese. Tutte squadre contro cui la squadra viola non ha saputo vincere e ha buttato punti preziosi.

Chi si prende la responsabilità di questa marea di punti persi? Va bene la partita storta, va bene la partita contro una squadra che si chiude e non riesci a sfondare ma le partite sono state tante e i punti buttati troppi. Senza di questo adesso Chiesa e compagni avrebbero lottato per la Champions League.

Non sono squadre contro cui servivano chissà quali giocatori presi dal mercato o chissà quale intervento o presenza societaria. L’allenatore è giusto che si prende la responsabilità di questo netto ritardo e di questi tanti punti persi dove è mancato l’approccio, il gioco, il guizzo a partita in corsa tecnico e tattico. In una sola parola, il lavoro ed il ruolo di Stefano Pioli.

La Fiorentina è decima in classifica. Questo è un dato da cui non si può e non si deve scappare. L’acquisto di Muriel ha finalmente dato un senso alla fase offensiva gigliata che nel girone di andata ha pagato oltre misura l’ineguadezza di Simeone.

Senza Europa sarebbe l’ennesima stagione fallimentare. Cosi che la Coppa Italia diventa un obiettivo fondamentale. In campionato il tempo delle scuse è finito, adesso Pioli deve rifarsi. Se no a giugno il suo addio sarà cosa ovvia.