Top e Flop: Chiesa è già in forma campionato, Kalinic svogliato mentre la difesa…

Anche grazie alle numerose rotazioni sono molte le indicazioni per Pioli ed il suo staff fornite dall'amichevole contro l’Eintracht Braunschweig

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Firenze, stadio Artemio Franchi, 13.05.2017, Fiorentina-Lazio, Foto Fiorenzo Sernacchioli. Copyright Labaroviola.com

La Fiorentina vince, grazie alla doppietta di Federico Chiesa ed al gol di Nikola Milenkovic, la sesta amichevole di questo precampionato e, anche grazie alle rotazioni (necessarie in vista dei prossimi impegni in terra tedesca), le indicazioni per Stefano Pioli ed il suo staff certo non mancano. Vediamo quindi chi sono i viola che, ad appena 20 giorni dall’inizio del campionato, hanno convinto di più e quelli che invece sono parsi maggiormente in difficoltà nel test contro l’Eintracht Braunschweig, compagne militante nella seconda serie tedesca.

TOP. Fra le note più liete della prima amichevole in terra tedesca c’è senza dubbio Federico Chiesa che, doppietta a parte, sembra aver già smaltito le fatiche della prima lunga e difficile stagione fra i professionisti, iniziata circa un anno fa con la prima convocazione nel ritiro di Moena e conclusa con l’europeo under 21. Il figlio d’arte è parso infatti in gran forma, tonico, rapido e micidiale sotto rete… L’ultimo baluardo che non può e non deve lasciare la Fiorentina. Buono, anche se in misura minore, l’impatto di Jordan Veretout che, un passo alla volta, sta prendendo confidenza con la nuova realtà e che, nonostante la condizione non sia ancora quella ottimale, continua a lavorare al fine di prendere le misure ed adottare i giusti tempi di gioco. Positiva anche la prova di Ante Rebic che, in attesa di conoscere il suo futuro, cerca di convincere Pioli con una prestazione di grande generosità e qualità (testimoniata dalla presenza decisiva nei primi due gol) e di Rafik Zekhnini, entrato nella seconda frazione ed a più riprese pericoloso sotto porta.

FLOP. La forma, per molti, è quella che solitamente si riscontra in fase di preparazione ma questo non può certo costituire uno scusa per Sebastian Cristoforo che, schierato dall’allenatore come interno di centrocampo, è sembrano piuttosto lento, impacciato e spesso estraneo alle manovre di impostazione che il ruolo richiederebbe. La difesa invece (nonostante la caratura dell’avversario) soffre e non poco… I pericoli maggiori sono arrivati principalmente dall’out di destra, ossia quello presidiato da Maxi Olivera. L’esterno uruguaiano, infatti, è stato più volte infilato dal suo diretto avversario e spesso è stato costretto a ricorrere ad interventi azzardati (se non addirittura sconsiderati) nel tentativo di limitare i danni. Discorso a parte merita invece Nikola Kalinic poiché, si sa, giocare con la testa altrove (ed in questo caso a Milano) non è mai facile ed a testimoniarlo ci ha pensato l’anonima prestazione sfoderata dal croato che, nei 45 minuti concessi da Pioli, non si è reso quasi mai concretamente pericoloso (sebbene la marcatura dei difensori avversari fosse tutt’altro che asfissiante).

Gianmarco Biagioni

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