Terim duro: "Se in Italia non guardate al futuro, non tornerete più al Mondiale, il calcio cambia"
L'ex tecnico viola ha attaccato tutto il calcio italiano
Tra le leggende del calcio mondiale è impossibile non includere Fatih Terim, un pilastro della storia del Galatasaray — club con cui ha conquistato ben otto campionati e una storica Coppa UEFA nella stagione 1999-2000 — e vecchia conoscenza del nostro campionato per i suoi trascorsi sulle panchine di Fiorentina e Milan. Proprio in virtù del suo profondo legame con l'Italia, "L'Imperatore" ha voluto analizzare con grande franchezza il momento di profonda crisi che sta attraversando il nostro calcio, rilasciando una lunga e significativa intervista ai microfoni di Tuttomercatoweb.
Il tecnico turco ha esordito esprimendo tutto il suo rammarico per la clamorosa terza esclusione consecutiva della Nazionale azzurra dalla fase finale del Mondiale: "Non è facile da accettare perché avrei tanto voluto vedere gli Azzurri nel torneo. Nel calcio non bastano nomi, storia e tradizione per vincere le partite. L’Italia ha ancora una grande cultura calcistica: tattica, disciplina difensiva e sviluppo dei giocatori non sono scomparsi. Tuttavia, il calcio moderno è cambiato: è più veloce, più fisico e più diretto. Se non ti adatti, fai fatica indipendentemente dal nome".
Entrando nel dettaglio delle dinamiche della Serie A, Terim ha voluto lanciare un monito preciso ai nostri club, evidenziando come l'eccessiva prudenza tattica rappresenti un limite penalizzante fuori dai confini nazionali. "Ci sono club importanti, ma il gioco a volte può essere troppo controllato e prudente. Questo crea differenze in campo internazionale. Non direi mai ‘l’Italia è finita’ perché sarebbe irrispettoso. Siete stati il miglior campionato del mondo tra gli anni ’90 e l’inizio del 2000, ma il calcio cambia e chi si adatta più velocemente ha un vantaggio. Sono certo che tornerete al Mondiale perché avete un DNA calcistico fortissimo, ma lo farete quando in Serie A si guarderà al presente con coraggio, non al passato. Il calcio a volte è duro, ma è anche un grande insegnante per chi sa imparare".