Solomon racconta l’inferno: “Minacce e insulti, poi la salvezza a Firenze, dove sono rinato”

"Una volta mi sono ritrovato addosso una bandiera israeliana imbrattata di sangue"

25 giugno 2026 10:38
Solomon racconta l’inferno: “Minacce e insulti, poi la salvezza a Firenze, dove sono rinato” - Firenze, Stadio Franchi, 26.04.2026, Fiorentina-Sassuolo, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 26.04.2026, Fiorentina-Sassuolo, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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La Fiorentina non eserciterà il diritto di riscatto fissato a gennaio, ma il futuro di Manor Solomon resta ancora aperto.

A raccontarlo è stato lo stesso calciatore in un’intervista rilasciata al media israeliano Sport 5:

“A Firenze mi sono trovato bene fin da subito, mi hanno impressionato sia la città che il modo di vivere il calcio. C'è la possibilità che io resti. Com'è vivere in Toscana? Funziona un po' come nel mio Paese, la gente mi riconosce e mi ferma per strada. Ho imparato ad essere me stesso con le persone più intime, lontano dai riflettori”.

Solomon ha poi ripercorso anche le difficoltà vissute in Inghilterra e il suo percorso recente:

“Ho ancora una questione irrisolta con il campionato inglese. Al Tottenham ho avuto molte delusioni e mi dispiace non avere avuto l'opportunità di esprimermi con gli Spurs, perché sono sicuro che ne avrei le capacità. Durante il prestito al Leeds mi sono trovato benissimo. A fine stagione speravo che mi riscattassero, ma il Tottenham chiedeva diversi soldi e loro non li avevano. Io ero in ritiro con la Nazionale, mi dissero che c'era l'interesse del Crystal Palace ma alla fine non se ne fece di nulla. A poche ore dalla fine del mercato mi ritrovai senza squadra e fui costretto ad accettare l'offerta del Villarreal. In Spagna però il calcio è totalmente diverso rispetto all'Inghilterra, dov'è tutto organizzato. Ho ricevuto insulti pesanti dalle tifoserie avversarie, minacce di morte a me ai miei familiari. Una volta mi sono ritrovato addosso una bandiera israeliana imbrattata di sangue e oltre a tutto ciò era chiaro che l'allenatore non volesse farmi giocare. E' stata veramente dura, poi per fortuna è arrivata la Fiorentina”.