“Se me lo dovessero chiedere, cercherei di portare Biraghi al Milan”, queste le dichiarazioni di oggi pomeriggio pronunciate da tale Mario Giuffredi, ovvero l’agente di Cristiano Biraghi, ma anche di Hysaj, Conti, Grassi e Mario Rui. Le parole, registrate direttamente da Milannews.it, suonano come un invito vero e proprio per Mirabelli e la dirigenza rossonera che adesso, se volesse portare Biraghi a Milano, potrebbe addirittura fare leva sulla volontà del giocatore, desiderio non celato o presupposto, ma testuale, nero su bianco, palese. E lo sconto sul prezzo del cartellino sarebbe, come direbbero i latini, “consecutio” ovvia e naturalissima.

Insomma, bravo il caro Mario Giuffredi, che con il mercato ancora chiuso non solo decide di cominciare a guardarsi intorno (è il suo lavoro, non ci sarebbe niente da biasimare), ma ad aprire bocca e sparare annunci che non possono far altro che danneggiare la Fiorentina e, in parte, anche l’immagine del suo assistito. Già, che figura può aver fatto Cristiano Biraghi agli occhi del palcoscenico calcistico nazionale dopo le dichiarazioni del suo agente? Di sicuro non quella dell’astro nascente, con la testa sulle spalle.

E in tutto questo la Fiorentina? Cosa dovrebbe fare la società gigliata? In un mondo utopico, con un monte ingaggi e un budget per gli acquisti più alto, sarebbe bello poter cacciare una decina di giocatori ogni anno e sostituirli adeguatamente, almeno finché la Fiorentina non diventi un punto d’arrivo, o quantomeno una piazza dove cercare l’approdo al calcio internazionale, e non solo un trampolino di lancio come, purtroppo, sembra essere diventata. Sarebbe bello poter sognare una squadra senza persone come Mario Giuffredi o, prima di lui, altri “fenomeni” procuratori e calciatori che si sovrastimavano eccessivamente, e che non hanno fatto una grande carriera dopo Firenze. Chissà, magari resterà un sogno, magari tra qualche giorno un altro procuratore proporrà un giocatore della Fiorentina alla Juventus o al Napoli. Magari li manderanno via tutti. Magari. Chissà. Vedremo. Sogniamo (?).

Tommaso Fragassi

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