Scugnizzo Viola: “Questa Fiorentina ha finalmente stretto i denti“

A Venezia una Fiorentina più compatta, cattiva e propositiva: Vanoli cambia volto alla squadra e Mastantuono incanta.

12 settembre 2026 14:35
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Finalmente una Fiorentina che sembra una squadra

Ed eccoci qua.

Per una volta possiamo parlare della Fiorentina senza dover necessariamente trovare qualcosa che non va.

Ieri a Venezia ho visto una squadra.

E non è una cosa così scontata, considerando quello che avevamo visto nelle prime partite.

Il 4-2 non è soltanto una vittoria importante per la classifica. È soprattutto una risposta.

Una risposta di Paolo Vanoli.

Perché la differenza rispetto alla Fiorentina che avevamo visto con Fabio Grosso, almeno fino a questo momento, è evidente.

La squadra era più stretta, più corta, più coesa.

Non c’erano quegli spazi enormi tra i reparti che avevamo visto nelle precedenti partite. I giocatori sembravano molto più vicini tra loro e soprattutto sembrava esserci una precisa idea di quello che dovevano fare.

E quando una squadra è organizzata, anche i singoli riescono a rendere meglio.

Il lavoro di Vanoli si vede

La prima cosa che mi ha colpito è stata proprio questa.

La Fiorentina sembrava una squadra più compatta.

I reparti erano più vicini, gli spazi erano molto più stretti e il Venezia ha avuto decisamente meno possibilità di attaccarci con quella facilità che avevamo visto in precedenza.

Qualche problema naturalmente c’è stato.

Soprattutto sulla sinistra, dove l’asse Viery-Ranieri mi è sembrato ancora da registrare. Probabilmente i due devono ancora conoscersi, parlarsi di più e trovare i meccanismi giusti.

È mancata anche un po’ di spinta da parte di Valdepeñas.

Ma dall’altra parte Jimenez ha fatto benissimo e, nel complesso, ho visto una Fiorentina decisamente più equilibrata.

Una Fiorentina propositiva.

Una Fiorentina che voleva giocare.

E questa, dopo quello che avevamo visto, è già una notizia.

Mastantuono ci regala una magia

Poi, naturalmente, c’è lui.

Mastantuono.

Tripletta.

E che tripletta!

Almeno i primi due gol sono stati semplicemente magnifici.

Sono quei gol che ti fanno pensare che forse abbiamo davanti un giocatore capace di accendere la partita in qualsiasi momento.

Ma sono ancora più contento perché ieri Mastantuono non è stato semplicemente il giocatore che ha risolto la partita.

È stato il simbolo di una squadra che finalmente ha avuto la possibilità di esprimere le proprie qualità.

E poi lasciatemi dire una cosa.

Sono felicissimo per Matteo Pellegrino.

Se lo merita.

Ha trovato il gol e spero che questo possa dargli ulteriore fiducia, perché abbiamo bisogno anche di giocatori come lui.

Fagioli padrone del campo

La sorpresa più grande, però, per me è stata un’altra.

Fagioli.

Ieri ho visto un giocatore che ha dominato tutta la partita e praticamente tutto il campo.

Presente.

Dentro la partita.

Capace di dare ordine e di partecipare alla manovra.

È esattamente il tipo di prestazione che mi aspettavo da lui.

E poi voglio fare una menzione particolare per Njie.

Questo ragazzo mi ha fatto impazzire.

Ha una corsa incredibile.

Una garra enorme.

Una cattiveria agonistica che mi piace tantissimo.

L’ho visto andare avanti, tornare indietro, pressare, sacrificarsi.

A tutto campo.

Sono quei giocatori che magari non finiscono sempre nei titoli dei giornali, ma che fanno innamorare i tifosi perché quando indossano quella maglia danno l’impressione di voler mangiare il campo.

Ieri Njie mi è piaciuto tantissimo.

E stavolta Vanoli ha indovinato anche i cambi

E poi c’è Paolo Vanoli.

Lo dico sinceramente: sono veramente felice che sia tornato.

Perché questa volta, rispetto all’anno scorso, sto vedendo qualcosa di diverso anche nella gestione della partita.

I cambi.

Quando è entrato Gnonto, lo ammetto, avevo qualche dubbio.

E invece Vanoli lo ha messo immediatamente sulla fascia occupata da Ngie e gli ha chiesto praticamente di fare le stesse cose: correre, andare avanti, tornare, dare profondità e aiutare la squadra.

Ed è proprio questo che deve fare un allenatore.

Non soltanto scegliere gli undici iniziali.

Deve leggere la partita.

Deve capire cosa sta succedendo.

E deve intervenire.

Ieri Vanoli mi è sembrato dentro la partita per tutti i novanta minuti.

E questa è una cosa che mi fa ben sperare.

Paratici, forse avevamo semplicemente bisogno di tempo

C’è poi una riflessione che voglio fare.

Vanoli, in una recente intervista, aveva detto che con questa Fiorentina si potrebbe fare veramente qualcosa di bello.

E adesso quelle parole assumono un significato ancora maggiore.

Perché significa che Vanoli, anche osservando la squadra dall’esterno, aveva evidentemente apprezzato il lavoro fatto da Fabio Paratici sul mercato.

E allora forse dobbiamo ricordarci una cosa.

Questa squadra aveva un valore anche prima.

Non era tutto da buttare.

Non potevamo cancellare tutto dopo poche partite.

Il mercato era stato fatto.

I giocatori c’erano.

Il problema era riuscire a mettere insieme tutti i pezzi.

E forse Paolo Vanoli sta iniziando a farlo.

Non era tutto da buttare prima e non è tutto da premiare adesso

Attenzione, però.

Perché non voglio cadere nell’errore opposto.

Non era tutto da buttare prima.

Ma non è nemmeno tutto da premiare adesso dopo una vittoria per 4-2 contro il Venezia.

Godiamocela.

Ci mancherebbe.

Dopo settimane difficili, una vittoria così fa bene al cuore.

Ma non trasformiamo una partita in una sentenza definitiva.

Adesso arrivano due appuntamenti molto importanti.

Coppa Italia e Napoli.

Due banchi di prova veri prima della pausa del campionato.

E lì capiremo qualcosa in più.

Voglio vedere se questa Fiorentina sarà ancora così compatta.

Voglio vedere se continuerà ad avere idee.

Voglio vedere se la squadra continuerà a crescere.

E soprattutto voglio vedere se quello che abbiamo visto ieri è l’inizio di qualcosa oppure soltanto una bellissima parentesi.

Io ci credo

Io, però, una cosa voglio dirla.

Io ci credo.

Ci credo perché questa squadra ha qualità.

Ci credo perché il mercato di Paratici non può essere diventato improvvisamente tutto sbagliato dopo qualche partita.

Ci credo perché Vanoli conosce l’ambiente, conosce questa piazza e soprattutto sembra avere già trovato il modo di dare una fisionomia alla squadra.

E ci credo perché ieri, finalmente, ho visto una Fiorentina che mi ha fatto divertire.

Non perfetta.

Non ancora.

Ma viva.

Cattiva.

Propositiva.

Compatta.

Una squadra.

Adesso continuiamo così.

Senza esaltarci.

Senza abbatterci.

Perché la stagione è ancora tutta da scrivere.

E magari, finalmente, possiamo smettere di parlare soltanto di quello che non funziona e iniziare a raccontare quello che funziona.

Perché lo Scugnizzo Viola non chiede miracoli. Chiede soltanto una Fiorentina che abbia il coraggio di essere Fiorentina. E ieri, a Venezia, per la prima volta dopo troppo tempo, l’ho rivista.

Lo Scugnizzo Viola