
La Fiorentina batte la Cremonese 1-0 e pareggia con la Lazio. Due partite diverse, ma unite da un filo rosso chiarissimo: quando questa squadra è messa nelle condizioni giuste, sa stare in piedi.
Ed è proprio questo il problema.
Perché se oggi vediamo una Fiorentina compatta, corta, affamata, allora significa che prima non lo era per colpa di qualcuno.
E quel qualcuno non può continuare a far finta di niente.
Dirigenza: il tempo delle conferenze è finito
Per mesi dalla dirigenza sono arrivate parole. Tante. Troppe. “Fiducia”, “percorso”, “valutazioni interne”, “equilibrio”.
Nel frattempo la Fiorentina:
- scivolava verso la zona retrocessione
- perdeva identità
- veniva umiliata più mentalmente che tecnicamente
La verità è che si è intervenuti tardi. E si è intervenuti tardi perché si è avuto paura di ammettere che qualcosa era stato sbagliato a monte.
Area tecnica: chi costruisce deve rispondere. Questa rosa non è diventata improvvisamente funzionale per magia. Lo è diventata perché sono stati inseriti giocatori con senso.
Fagioli non è un miracolo. Solomon non è un colpo di fortuna. Sono la dimostrazione che prima erano state fatte valutazioni sbagliate.
E quando un errore si ripete per mesi, non è più un errore: è incompetenza o presunzione.
Allenatore: finalmente pragmatismo, ma perché solo ora? Merito a chi, nelle ultime due partite, ha scelto:
- compattezza
- ordine
- meno dogmi e più realtà
Ma anche qui la domanda è inevitabile: perché si è insistito così a lungo su idee che non funzionavano? Perché aspettare l’orlo del precipizio per tornare al buon senso?
A Firenze non si chiede il bel gioco a tutti i costi. Si chiede di non suicidarsi.
Fagioli, Solomon e la fine degli alibi
Con Fagioli in campo il pallone ha finalmente un padrone. Con Solomon basta una giocata per spaccare la partita.
E allora cadono uno dopo l’altro tutti gli alibi ascoltati finora:
- “non abbiamo qualità”
- “manca imprevedibilità”
- “servono mesi per assimilare”
No. Serviva scegliere meglio. E prima.
Lazio e Cremonese: due partite che accusano il passato
Il pareggio con la Lazio e la vittoria con la Cremonese non sono solo risultati. Sono atti d’accusa.
Perché dimostrano che:
- la squadra può reggere
- la squadra può competere
- la squadra può salvarsi
E se può farlo ora, poteva farlo anche prima.
Qualcuno ha perso tempo. E in Serie A il tempo si paga.
Brescianini: bene, ma non basta
L’arrivo di Brescianini va nella direzione giusta. Ma non cancelliamo mesi di errori con un comunicato stampa.
La Fiorentina ha bisogno di:
- altri innesti veri
- meno storytelling
- più autocritica
Perché la salvezza non sarà un regalo. Sarà una guerra.
Lo Scugnizzo Viola non si beve le versioni ufficiali. Non si accontenta delle conferenze. Non dimentica chi ha portato la Fiorentina a flirtare con l’abisso. Oggi sostiene la squadra. Domani giudicherà chi decide.
Perché a Firenze si può anche sbagliare.
Ma chi sbaglia deve rispondere. Sempre.
Avanti Viola.
E che nessuno pensi di essere intoccabile.
Lo Scugnizzo Viola
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