Saponara: “Un futuro con Sarri o Giampaolo? Positivo. Messaggio ai tifosi? Parole superflue. Il mio ruolo…”

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Intervenuto ai microfoni del Pentasport di Radio Bruno, il trequartista viola Riccardo Saponara si è raccontato in una lunga intervista.

“Il gol? E’ stato inaspettato, non pensavo di poterlo fare così veloce. E’ stata una gioia incredibile.

Spogliatoio? E’ unito, tutti lavorano sempre per cercare di uscire da questo momento delicato. Il gruppo è coeso anche dopo i recenti risultatinegativi. Abbiamo fiducia in Sousa e siamo certi che insieme une usciremo fuori.

Sono contento di essere una nota positiva ma questo deve essere solo uno stimolo per fare meglio. Sono dispiaciuto per il cartellino giallo che ho preso, mi sono innervosito e ho urlato all’arbitro. Mi dispiace non poter andare a Bergamo domenica.

Ruolo? Ho sempre avuto doti da fondo, mi piace aiutare i compagni e giocare a tutto campo, non mi sono mai limitato ad una zona soltanto.

Sarri o Giampaolo a Firenze? In ogni caso ci sono aspetti positivi. Loro mi hanno insegnato tanto e mi hanno lasciato un bel ricordo. Sono maestri di calcio che hanno doti umane fantastiche. Anche Sousa mi sta dando molto, a livello difensivo mi sta facendo fare cose che prima non facevo e che mi aiutano. In ogni caso per me sarà il proseguo tecnico.

Milan? Inzaghi voleva farmi giocare mezzala nel centrocampo a tre, vide in me la potenzialità di poter giocare lì. L’opportunità di giocare a centrocampo potrà capitare, sono un trequartista ma mi piace pensare di poter ricoprire anche altri ruoli.

Fragilità emotive? Spesso per i giovani si dice così, che manchi personalità. A Milano non ero ancora maturo, dovevo ancora crescere molto. Sono certo di aver capito la lezione, tutti haanno bisogno di fare il proprio percorso. Oggi sono convinto di poter dare molto, non sento il peso dell’etichetta che mi affibbiano gli altri. Le responsabilità di non aver sfruttato le occasioni sono mie, ma non mi piace che si parli di limiti caratteriali.

Marcello Carli? Mi chiamò lui a Ravenna e mi portò a Empoli. Gli devo tanto, mi ha aiutato a fare passi avanti in entrambe le mie esperienze ad Empoli. Lo ringrazio per le sue parole di stima per me, avrei voluto lasciare un ricordo migliore alla città per ciò che ho fatto nel girone di andata e mi è rimasto un po’ di amaro in bocca. Il calcio è fatto di istanti, Firenze era un’occasione che non potevo rifiutare.

Bernardeschi e Chiesa a lungo a Firenze con me? Mi auguro di sì, calciatori come loro hanno qualità e spirito. Spero insieme a loro di poter dare continuità al percorso della squadra.

Messaggio ai tifosi? Le parole adesso sono superflue, potremmo discutere per ore. Lunedì sera nonostante il pareggio abbiamo fatto intravedere lo spirito giusto. Vogliamo tornare a vincere e a sorridere”.

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