Repubblica: “Restyling Franchi? Sono tre le date chiave. Il secondo snodo ci sarà in autunno”
L'obiettivo finale è quello di completare l'intero restyling entro il 2029 o al massimo il 2030
Si decide proprio in questi giorni di fine luglio. La Fiorentina ha infatti già consegnato al Comune i tre documenti chiave (studio di fattibilità, piano economico e bozza di convenzione) per far partire la conferenza dei servizi preliminari. Contestualmente, entro il 31 luglio, Palazzo Vecchio trasmetterà a FIGC e UEFA il dossier di candidatura per gli Europei, confermando la volontà di coprire l'opera anche tramite mutuo qualora il project financing con il club viola non dovesse andare in porto.
Il secondo snodo decisivo si sposterà poi all'autunno, in particolare tra la fine di settembre e il mese di ottobre. In questa finestra temporale scadranno i 60 giorni utili affinché l'amministrazione comunale analizzi la proposta della Fiorentina ed esprima l'eventuale dichiarazione di pubblico interesse, passacarte fondamentale per far scattare la successiva gara d'appalto pubblica. Allo stesso tempo, la FIGC svelerà i cinque stadi titolari per Euro 2032: con Milano, Torino e Roma già sicure di un posto, Firenze si giocherà uno dei due slot rimasti a disposizione in una serrata volata con Roma (Pietralata), Salerno, Palermo, Cagliari e Napoli.
Infine, lo sguardo si allunga verso l'orizzonte del 2027, anno in cui sono previsti i primi traguardi del cantiere sul campo. Nei primi mesi del nuovo anno Palazzo Vecchio punta a concludere i lavori del primo lotto (Curva Fiesole, Maratona e Tribuna lato Fiesole), così da garantire l'agibilità e riaprire i settori ai tifosi per l'inizio della stagione 2027/2028. Da lì in avanti, in base all'esito del project, si aprirà il cantiere per il secondo lotto (Curva Ferrovia e settori adiacenti) gestito dalla società o dal Comune tramite un ulteriore stanziamento di 55 milioni, con l'obiettivo finale di completare l'intero restyling entro il 2029 o al massimo il 2030, mentre in città non si placano le polemiche politiche sui costi. Lo riporta Repubblica.