Repubblica: "Fiorentina, ciclo infinito di rivoluzioni: pochi i sicuri, in tanti verso l’addio"
Tra rivoluzioni continue, prestiti e cambi di modulo: Paratici chiamato a costruire finalmente stabilità
L’edizione odierna di La Repubblica analizza in profondità la situazione della Fiorentina, proiettandosi verso un’estate che si preannuncia ancora una volta molto calda sul fronte del mercato e della guida tecnica. Secondo il quotidiano, il club viola sembra intrappolato in un vero e proprio “gioco dell’oca”, con estati che si ripetono secondo uno schema ormai ricorrente fatto di poca continuità, cambi in panchina e profonde rivoluzioni nella rosa.
Basti pensare che nella stagione appena conclusa la Fiorentina ha schierato ben 35 giocatori in Serie A, una rosa extralarge frutto di scelte spesso contraddittorie: gli acquisti estivi firmati da Pradè sono stati in parte ribaltati nel corso dell’inverno da Goretti e Ferrari, costringendo la squadra a continui aggiustamenti tattici, tra cui il passaggio dal 3-5-2 iniziale al 4-3-3 adottato da Vanoli. Un trend che non rappresenta una novità, considerando che già nella stagione 2024/25, con Palladino in panchina, i giocatori impiegati erano stati 34.
In questo contesto di costante transizione, sottolinea il quotidiano, il compito ora passa a Fabio Paratici. Con Vanoli ormai fuori dai piani e Fabio Grosso sempre più vicino alla panchina, la missione del dirigente sarà quella di invertire radicalmente la rotta: meno soluzioni “tampone” e meno prestiti temporanei, più stabilità e la costruzione di uno zoccolo duro su cui poter garantire continuità tecnica.
La base da cui ripartire, però, appare ancora molto ristretta. Al momento i giocatori considerati realmente sicuri di restare sarebbero pochi: Ranieri, Pongracic, Fagioli, Ndour, Mandragora e il portiere Lezzerini, appena rinnovato fino al 2028.
Per tutti gli altri, invece, lo scenario è aperto: possibili cessioni in caso di offerte adeguate per profili come De Gea, Kean, Piccoli e Gosens. Addii già praticamente definiti per Dodo e Fortini, mentre altri giocatori rientrati dai prestiti, come Rugani, Solomon e Harrison, non verranno riscattati.
Un’altra rivoluzione in vista, nella speranza che questa volta possa davvero rappresentare un punto di svolta definitivo o l’inizio di una nuova era sotto la gestione Paratici.