Renzi: “Fiorentina, 100 anni di amore, sofferenza e orgoglio: il giglio che batte nel cuore di Firenze”
Renzi omaggia la Fiorentina per il Centenario
Renzi ha voluto omaggiare la Fiorentina per il Centenario con un lungo messaggio: “Oggi la Fiorentina compie 100 anni ed è festa per una città che ha con il calcio un rapporto speciale sin dal 1530, con l’assedio e la partita di “calcio in livrea” in Santa Croce. Tifare Fiorentina significa tante cose ma prima di tutto significa conseguire un master in beffe e sofferenza. Non è facile arrivare tante volte nelle finali europee e perderle sempre per un soffio. Non è facile avere 51 anni e non aver mai vinto uno scudetto, vivendo ancora con dolore le notizie della radiolina di Tutto il Calcio minuto per minuto nel finale al cardiopalma del 1981-82. Non è facile sopportare gli sfottò degli amici per ogni abbandono a cominciare da quello di Roberto Baggio, parzialmente sanato da una sciarpa raccolta a bordo campo. Ma tifare la Fiorentina è anche bellissimo perchè significa avere passione, ironia, entusiasmo. È la voglia di vivere tipica della nostra città: sempre pronta a criticare tutto ma senza mai tirarsi indietro se c’è da dare una mano. La Fiorentina è il simbolo di una città che sa infiammarsi. A luglio siamo entusiasti per il mercato e ci diamo di gomito: “oh, quest’anno è quello bono.” Poi da agosto e settembre si fa sempre più fatica e alla fine qualche volta si va in Europa, qualche volta ci si salva per il rotto della cuffia. Ricordo come fosse ieri la mia prima partita allo stadio: ero in maratona a vedere Fiorentina Avellino nel febbraio del 1983. Segnò tra gli altri, su punizione, il ragazzo che giocava guardando le stelle, Giancarlo Antognoni. Da allora ho viste tante partite compresa qualche trasferta felice. Ma ho patito anche tante, troppe, sconfitte e allora festeggiare il compleanno della Viola significa oggi fare i conti con la nostra vita e con chi siamo davvero. Perché quel giglio sul petto non è un logo: è il simbolo di una città eterna che unisce bellezza e rabbia, luce e ombra, amore e dolore. Ed è per questo che la foto che scelgo come simbolo del mio legame per questi colori è quella in cui da sindaco - allo Stadio - consegno il Fiorino d’Oro a Stefano Borgogol Borgonovo, che stava già combattendo contro la SLA e che venne per l’ultima volta a prendersi l’abbraccio della Fiesole e di tutta la città. Firenze e la Fiorentina per me sono questi valori. Viva Fiorenza, alè Viola. E speriamo di non dover aspettare altri cent’anni per vincere qualcosa in più di qualche Coppa Italia”