Un mercato che stenta a decollare (anzi…) e che potrebbe portare quasi tutti i big lontano da Firenze, una società chiusa in un silenzio tombale che non fa che alimentare i dubbi sul futuro ed un malcontento diffuso non sono certo i presupposti migliori per avviare una stagione che, almeno nelle aspettative, dovrebbe essere quella della rivoluzione per la Fiorentina.

Tuttavia, fra tante note negative, c’è n’è anche una estremamente positiva ed ha un nome ed un cognome, ossia quello di Federico Chiesa. L’esterno classe ’97, infatti, a nemmeno un anno dal suo esordio in Serie A ha già dimostrato di essere maturato in modo sostanziale e sorprendentemente rapido, tanto da conquistarsi anche la convocazione di Giampiero Ventura per il consueto stage della nazionale ed un posto da assoluto protagonista nell’under 21 di Gigi Di Biagio.

È proprio con gli azzurrini che il giovane Chiesa ha messo in mostra tutto il suo talento. Infatti, dopo l’iniziale esclusione, il figlio d’arte è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nelle gerarchie azzurre ed ha ripagato la fiducia del suo allenatore con due assist decisivi contro Danimarca e Germania. L’apporto tecnico-tattico dell’alla della Fiorentina, però, va oltre i meri dati statistici e viene infatti confermato da prestazioni di grande qualità e quantità, in cui Federico ha abbinato la sua peculiare facilità di corsa alle enormi doti tecniche ed all’ammirevole determinazione.

È proprio Federico Chiesa la nota più lieta di questa torrida estate fiorentina che, almeno fin qui, ha riservato musi lunghi ed insoddisfazione anziché entusiasmo e voglia di ricominciare al massimo. Quella stessa voglia di ripartire, o meglio di non fermarsi mai, che sembra animare il figlio di Enrico, l’unico raggio di luce che sembra poter illuminare il buio pesto dal quale Firenze è stata inghiottita nelle ultime settimane.

Gianmarco Biagioni