Polverosi: "Ultimi 90' di niente. A Paratici spetta un lavoro difficilissimo. Buttare tutto e ripartire da 0?"

"Partita mortificante, pareggio che è un insulto al gioco del calcio"

11 maggio 2026 08:55
Polverosi: "Ultimi 90' di niente. A Paratici spetta un lavoro difficilissimo. Buttare tutto e ripartire da 0?" -
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Nelle pagine del Corriere dello Sport troviamo un articolo di Alberto Polverosi: "La  Fiorentina è salva. Evviva la Fiorentina. Dai, meglio scherzare che prendere sul serio un pareggio così avvilente. La Fiorentina è salva davvero, ma non c’è niente, proprio niente, per cui rallegrarsi. L’ultimo punto, quello che ha consentito ai viola di restare in Serie A, è arrivato con lo 0-0 al Franchi contro il Genoa: se la partita dell’Olimpico col 4-0 della Roma è stata umiliante per la Fiorentina, questo pareggio dentro questa partita è mortificante. Più esattamente: è un insulto al gioco del calcio.

Per avere un’idea degli ultimi 90' della squadra di Vanoli basta pensare al niente. Niente gioco, niente rabbia, niente occasioni, niente orgoglio, un tristissimo finale di stagione coronato dai fischi e dai cori del Franchi: fate ridere e andate a lavorare. La gente aspettava un sussulto, una fiammata, un modo di salutare alla fiorentina (“f” minuscola) con un po’ di sangue nelle vene, con un po’ di voglia di rivincita, invece i giocatori che indossano la maglia col giglio l’hanno tradita un’altra volta. Firenze è una citta calcisticamente difficile, lo è sempre stata, dà tanto e pretende tanto, ma una stagione così, nell’anno del centenario, non la meritava proprio. Parlare di questa partita (che ha ricordato un’altra edizione non troppo lontana di Fiorentina-Genoa con lo stesso 0-0 pro-salvezza) non ha alcun senso. Non c’è stata una partita, si può solo ricordare il colpo di testa di Ostigard su punizione di Martin deviato con una paratona da De Gea (all’andata, la Fiorentina prese il primo gol proprio su quello schema da quei due genoani), una mezza occasione dei viola in mischia e tanti, tantissimi errori tecnici di Dodo, Pongracic, Brescianini, Ndour, Piccoli e Fagioli, un disastro totale. Zero a zero doveva essere e zero a zero è stato, con zero ammonizioni (beh...) e con zero parate di Bijlow. Per essere chiari, niente di tutto questo stupisce, va avanti così dall’inizio della stagione tranne alcuni momenti di luce, quelli sì sorprendenti. Nella desolante partita della desolante salvezza c’è un aspetto che fa capire qualcosa sul profondo disagio stagionale della Fiorentina.

In campo dall’inizio c’era un solo giocatore arrivato dal mercato, l’israeliano Solomon, tutti gli altri erano in panchina: Rugani, Fabbian, Fazzini, Brescianini, Harrison, Piccoli e Kospo, con Lamptey fuori da tempo per infortunio. Otto acquisti, fra il mercato estivo e quello invernale, non considerati da Vanoli nella domenica che avrebbe dato la salvezza. Non sappiamo chi andrà a sedersi sulla panchina della Fiorentina nella prossima stagione (Vanoli potrebbe avere solo un’ultima chance: battere la Juve a Torino e toglierle la zona-Champions, Firenze gradirebbe assai, però se la Fiorentina è questa addio chance), in ogni caso, con qualsiasi allenatore, servirà una ristrutturazione profonda dell’organico. Nell’agosto scorso, alla fine della prima sessione di mercato, hanno sbagliato in tanti (Pradé, Pioli, la stragrande maggioranza dei tifosi e anche chi scrive) la valutazione della squadra. A Paratici spetta un lavoro difficilissimo. Buttare via tutto e ricominciare da zero? O fare delle scelte col timore di sbagliare ancora? Dicono che sarà un’estate caldissima, al Parco Viola allora sarà torrida".