Polverosi sottolinea: "Riportare su la Fiorentina da quell'inferno, non un lavoro da poco"
"La squadra di Vanoli ha sempre faticato a fare gol, pur avendo due centravanti di ruolo come Kean e Piccoli"
Nelle pagine del Corriere dello Sport troviamo le parole di Alberto Polverosi: "Un altro punto verso la salvezza. Per la Fiorentina sono nove in più della terz’ultima, la Cremonese, a quattro partite dalla fine del campionato. E’ vero che il calendario da ora al 24 maggio non è proprio agevole, ma per rischiare la retrocessione i viola devono perderne quattro su quattro e la Cremonese vincerne tre e pareggiarne una. Questi sono i conti. Però dentro la partita contro il Sassuolo c’è stato anche qualcosa di buono per la Fiorentina, qualcosa di positivo. Quasi certamente sono state le motivazioni a condizionare la gara, la squadra di Grosso sta chiudendo un campionato molto più che convincente. Tutti presi dallo splendore del gioco del Como, abbiamo sottovalutato la stagione degli emiliani che hanno speso la metà della metà dei soldi della proprietà comasca e hanno raggiunto lo stesso punte notevoli di gioco e di risultati. I complimenti a Grosso e allo staff tecnico e dirigenziale del Sassuolo sono d’obbligo. A Firenze, però, il Sassuolo ha giochicchiato, senza mai spingere troppo, senza mai cercare e volere la vittoria a tutti i costi. Tranne i primi venti minuti, ha lasciato quasi sempre l’iniziativa alla squadra di Vanoli e anche in questo caso vanno fatti i complimenti al tecnico per aver trascinato la Fiorentina fuori dalla zona-retrocessione infilando una serie di sette risultati utili consecutivi.
Se qualcuno pensa che si tratti di un atto dovuto, vada a rivedere le partite di questa squadra fino al dicembre del 2025. Il giudizio sui viola non può essere un pregiudizio, “siamo la Fiorentina” ha cessato di esistere quando la stessa Fiorentina è strapiombata all’ultimo posto in classifica. Riportarla su, da quell’inferno, non può essere considerato un lavoro da poco. La partita del Franchi non passerà alla storia per velocità di manovra, ritmo e intensità (a mezzogiorno c’erano anche 24 gradi a Firenze...), ma la Fiorentina ha giocato, attaccato e creato più del Sassuolo. Lo testimoniano anche le cifre: 22 tiri a 11, 5 a 1 nello specchio della porta, 13 a 6 dentro l’area di rigore e 43 tocchi a 14 sempre all’interno dell’area. Per il Sassuolo, un palo esterno di Pinamonti, per i viola tre nitide occasioni da gol. E per far capire ancora meglio quanto la Fiorentina ha cercato il successo fino in fondo è utile anche questo dato: nell’ultimo quarto d’ora, è arrivata al tiro sei volte. Non è riuscita a segnare e questo è uno dei classici problemi della stagione 25-26.
La squadra di Vanoli ha sempre faticato a fare gol, pur avendo due centravanti di ruolo come Kean e Piccoli. Ieri erano tutt’e due fuori per acciacchi vari e al centro dell’attacco c’era Gudmundsson, che in questa stagione ha giocato ovunque (spesso esterno sinistro, anche se come un esterno molto particolare) ma quasi mai nella sua posizione naturale, quella di trequartista/seconda punta alle spalle di un vero numero 9. E Gud è uno dei casi su cui riflettere nel prossimo mercato. Il club di Commisso deve aspettare la certezza matematica della permanenza in A e subito dopo ripartire fissando con chiarezza gli obiettivi. Erano chiari anche alla vigilia di questa stagione, Pioli aveva addirittura accennato alla corsa-Champions, ma adesso la Fiorentina non può più sbagliare. Un passo dopo l’altro: prima la proprietà deve informare i tifosi sulla sua volontà (rientro economico, gestione oculata, rilancio), poi Paratici dovrà impostare il futuro partendo dall’allenatore. Un passo per volta, sì, ma senza zoppicare".