Piccoli è costato 28 milioni. Nazione: “O resta come riserva o via in prestito con diritto di riscatto”
La Fiorentina sta iniziando a guardare alla prossima stagione
Attacco viola che fare? Già, perchè la Fiorentina è rientrata dalla trasferta di Lecce con un bagaglio carico di dubbi sui quali accendere un focus importante anche in chiave futuro. Il discorso è questo: il reparto offensivo, quello costruito a suon di milioni (vedi il rinnovo del contratto di Kean, l'acquisto di Piccoli e il riscatto-scommessa di Gud) ha vissuto e sta vivendo una stagione segnata da troppi black out. La sfida di Lecce, con l'ennesima occasione sprecata del duo Piccoli-Gud, ha così fatto suonare di nuovo l'allarme su che cosa aspettarsi ancora da questi giocatori. Piccoli e Gud, appunto, senza però dimenticare anche Kean, che ormai da qualche settimana è sparito dal radar delle formazioni (colpa della tibia) e sul quale la società potrebbe trovarsi a dover affrontare valutazioni legate al mercato estivo in arrivo.
Insomma, la Fiorentina che sta iniziando a guardare alla prossima stagione può trovarsi davanti allo scenario di una rivoluzione completa del reparto d'attacco. Situazione estrema? Può darsi, ma le considerazioni sul rendimento di Gud e Piccoli e magari offerte di mercato pesanti nella direzione di Moise, possono essere lo spunto per immaginare una trasformazione radicale. Certo, ci sono dei paletti che, al contrario, possono ostacolare un cambiamento in blocco del pacchetto d'attacco. Nell'ordine. Su Piccoli, nemmeno 12 mesi fa, la Fiorentina ha puntato in modo molto pesante (28 milioni al Cagliari) e quindi un'eventuale uscita del giocatore potrà arrivare solo in un modo: prestito secco con un diritto di riscatto comunque importante, ma che nessuno ‘dall'altra parte' fisserà come obbligatorio. L'alternativa? Piccoli rimane e la sua posizione sarà decisa dall'allenatore che verrà, con la prospettiva che la punta sia considerata la prima riserva del centravanti titolare. Che sia Kean o chi per lui. Lo scrive La Nazione.