Pedullà: "Paratici ripara i danni suoi. Ha commesso errori da dirigente inesperto e superficiale"

L'analisi dell'esperto di mercato sulla gestione Paratici

08 settembre 2026 16:38
Pedullà: "Paratici ripara i danni suoi. Ha commesso errori da dirigente inesperto e superficiale" -
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L'esperto di mercato Alfredo Pedullà ha analizzato il caos Fiorentina sul suo canale YouTube, soffermandosi in particolar modo sulla gestione Paratici. Queste le sue parole:

"Da Fabio Paratici a Fabio Para-danni suoi. La vicenda Grosso è un dover rimediare ai suoi danni. Dopo 3 giornate, se tu pensi che la storia sia arrivata perché non c'è più feeling, perché la squadra segna solo un gol o prende mediamente 3 gol a partita è normale che si possa pensare di cambiare se non c'è il controllo all'interno, ed evitare l'errore dell'anno scorso con Pioli. Non do merito a Paratici per questa scelta: il fatto che se ne sia accorto, non è un merito ma un'aggravante, perché ha scelto un allenatore sbagliato. Sbagliando un allenatore, e questa scelta doveva indovinarla, per poi rimediare in corsa, di sicuro sei indifendibile.

Riprendono un allenatore che col senno del prima: se avesse fatto delle valutazione come le fa un dirigente illuminato, avrebbe dovuto riconfermare Vanoli. Se cambi un allenatore per prendere un allenatore come Conte, io ti capisco. Se prendi Grosso devi essere totalmente convinto. Lo conoscevi dai tempi della Juventus, e conoscendolo dai tempi della Juventus non potevi commettere un errore da dirigente inesperto, superficiale. Hai fatto un danno economico importante, anche perché la famiglia Commisso non mette soldi per beneficienza. Non penso sia molto contenta di scaraventare soldi dalla finestra. Il discorso è molto più concettuale, di strategie. Certi danni non sono compatibili e digeribili per una società come la Fiorentina. Anche cedere Mandragora a 3 giorni dalla partita contro il Torino che poi ti fa gol: è una cosa che un dirigente medio, dal mio punto di vista, non può fare.

C'è un Paratici accompagnato da un dirigente esperto e un Paratici da solo. Parte come osservatore geniale ai tempi della Sampdoria, poi cresce all'ombra di Marotta e quando poi gli affidano la Juventus succede il finimondo. Fa risultati pessimi. Lo promuovono a direttore sportivo. Tante cose come la vicenda Suarez, blitz ribaltati... c'è un Paratici non accompagnato da un dirigente esperto. Questo perché? Il direttore sportivo non è solo quello che prende 150 milioni, come ha fatto con la Fiorentina, e scaraventarli dalla finestra: è la gestione della quotidianità, essere presente, risolvere i problemi, parlare con i calciatori, prevenire delle cose che possono accadere come non ha fatto con Kean. La vicenda Kean è stata gestita malissimo, doveva essere risolta a fine luglio. Neanche al Tottenham non ha fatto bene purtroppo, avendo a disposizione un capitale. Tutto questo per dire che ci sono direttori sportivi che hanno bisogno di avere un grande dirigente accanto".