Parole fratello di Kean? Nazione: “Due imprecisioni: tempi non stimabili e iniezioni dallo staff medico dell’Italia”
Iniezioni per i tanti allenamenti a cui si è sottoposto con l'Italia
Un malessere chiamato «apatibia». Verrebbe quasi da scherzarci su se non fosse che il guaio fisico che da mesi affligge Moise Kean non avesse costretto il centravanti a saltare fin qui già sei gare di campionato (a Lecce ci sarà il settimo forfait) e a obbligare Paolo Vanoli a fare i salti mortali per trovare i gol-salvezza in questo finale di stagione. La tibia del centravanti continua a far male e a complicare ulteriormente un momento che per la punta non è dei migliori (il siparietto social con l'influencer Pengwin, con successivo scontro tv alle Iene, non ha aiutato) ci ha pensato il fratello Giovanni, che intervenuto in una trasmissione su Twitch ha parlato così dell'infortunio con cui convive il numero 20.
«Moise ha la tibia messa veramente male: per recuperare del tutto dovrebbe star fermo due o tre mesi e invece gioca con le infiltrazioni perché vuole dare una mano facendo la sua parte». Nelle parole di Giovanni Kean, tuttavia, ci sono un paio di imprecisioni: intanto va detto che i tempi di recupero stimati per risolvere il problema che riguarda il fratello non sono reali perché non stimabili (la Fiorentina conta però di riavere la punta in campo nel finale di stagione) e poi che le iniezioni a cui si fa riferimento sono state quelle che lo staff medico della Nazionale ha applicato all'ex Juventus nella fase di preparazione al playoff mondiale (a causa dei tanti allenamenti a cui è stato sottoposto Kean). Lo scrive La Nazione.