Palladino: "Commisso era come un papà per me. Mi è stato vicino quando mia mamma stava male"
Nel corso della sua intervista con l'edizione odierna del Corriere della Sera, il tecnico dell'Atalanta Raffaele Palladino ha parlato del suo passato alla Fiorentina: "Sono stato benissimo a Firenze,...
Nel corso della sua intervista con l'edizione odierna del Corriere della Sera, il tecnico dell'Atalanta Raffaele Palladino ha parlato del suo passato alla Fiorentina: "Sono stato benissimo a Firenze, abbiamo fatto qualcosa di enorme. Un bagaglio anche di vita che mi porterò dietro per sempre. Sessantacinque punti, non so quando riusciranno a rifarli. Auguro loro di salvarsi e di centrare ancora quest'obiettivo.
Sono andato via, vero, con una telefonata. Con i dirigenti avevamo visioni completamente differenti. Io li scelgo i manager, il binomio si deve incastrare, è fondamentale per ottenere risultati. Ho fatto una cosa forte, ma io non alleno per soldi ma per ambizione, lì non c'erano più i presupposti. Pensavano che avessi già una squadra, i fatti hanno detto il contrario".
Del suo rapporto con Commisso ha proseguito: "Un papà, persona di una umanità incredibile, sincero e leale, molto legato alla famiglia. All'epoca mia madre non stava bene e mi è stato vicino. Infine un passaggio anche su Silvio Berlusconi: "Un geniale visionario. Sempre un passo avanti, ricordo le cene ad Arcore ogni giovedì con Galliani, ascoltavo e imparavo. Anche scegliermi al Monza fu una genialata visti poi i risultati che abbiamo raggiunto".
Chiosa con la famiglia Percassi? "Nella mia vita da calciatore e allenatore non ho mai conosciuto una famiglia come la loro. L'Atalanta è come un figlio, ci tengono in maniera passionale, amorevole. I Percassi sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andar via da Zingonia". Lo riporta TMW