Oltre 40 milioni per il doppio colpo Dragusin-Viery. Nazione sicura: “Ora qualcuno deve salutare”
Due i difensori centrali approdati alla Fiorentina
Muso duro, sguardo deciso e quell'inconfondibile top knot (il caratteristico ciuffo raccolto sulla sommità della testa e rasato ai lati) che da anni è diventato il suo marchio di fabbrica. Radu Dragusin si è presentato così alla sua prima giornata da giocatore della Fiorentina, trasmettendo fin dai primi passi a Firenze l'immagine del leader chiamato a dare un volto nuovo alla difesa viola. Ieri mattina il centrale ha sostenuto le visite mediche a Villa Donatello (anche stavolta al suo seguito era presente il dottor Pengue) per poi mettere la firma sul contratto che lo legherà al club fino al prossimo giugno. Tra dodici mesi, esercitando il riscatto fissato a 17,5 milioni dal Tottenham, la Fiorentina potrà acquistarlo a titolo definitivo e blindarlo fino al 2031.
Un epilogo che affonda le radici già nello scorso gennaio, quando il nome dell'ex Genoa era finito sul tavolo della dirigenza viola senza però che la trattativa decollasse. All'epoca, peraltro, fecero discutere anche le parole del suo procuratore Florin Manea («Dragusin è un gladiatore e i gladiatori stanno bene a Roma. La Fiorentina non sarebbe la scelta giusta»). Stavolta, invece, nessun tentennamento: il difensore ha sposato il progetto tecnico illustratogli da Fabio Grosso, preferendo Firenze anche al Fenerbahçe. Per lui è pronto anche un ingaggio da 2 milioni di euro a stagione.
Il suo arrivo , in ogni caso, racconta molto più di una semplice operazione di mercato. Letto insieme all'investimento da 17 milioni complessivi effettuato pochi giorni fa per Viery, certifica la volontà della Fiorentina di ripartire dalle fondamenta. Quasi 40 milioni investiti in una settimana per due difensori centrali non sono un caso ma la fotografia di una strategia precisa: alzare il livello di un reparto che nella passata Serie A ha mostrato limiti evidenti, soprattutto sulle palle inattive.
Le 18 reti incassate da calcio piazzato, di cui ben 12 di testa, rappresentano uno dei dati più negativi dell'ultimo campionato ed è inevitabile, quindi, che qualcuno adesso rischi il posto. Prima di qualsiasi decisione definitiva il tecnico vorrà valutare il gruppo sul campo ma i primi indiziati a fare spazio sembrano essere Pietro Comuzzo e Luca Ranieri. Il classe 2005, reduce da una stagione complicata, potrebbe rilanciarsi attraverso un prestito (la Lazio ha chiesto informazioni). Diverso il discorso per l'ex capitano che davanti a un'offerta congrua potrebbe salutare a titolo definitivo. Lo scrive La Nazione.