Njie: "Nessun allenatore mi ha dato più fiducia di Vanoli. Io non sono Leao, voglio essere Njie"
Le parole del nuovo innesto viola durante la conferenza stampa di presentazione
Arrivato nell’ultima finestra di mercato, Alieu Njie è stato presentato alla stampa e ai tifosi nella conferenza stampa di questo pomeriggio, presso il Wind3 Media Center del Rocco B. Commisso Viola Park. Queste le sue parole:
La scelta di lasciare il Torino: "È stata una scelta molto difficile lasciare il Torino dopo 5 anni. Ho avuto buoni momenti con i granata, ho imparato tantissimo, ma penso che la decisione riguardasse la mia crescita personale, perché vengo dal settore giovanile del Torino. Ti guardano diversamente quando arrivi dal settore giovanile. Volevo fare un'esperienza diversa, dunque, e penso che la Fiorentina abbia un progetto molto stimolante. Per questo sono davvero felice di aver fatto questa scelta".
Vanoli: "Sono stato con Vanoli a Torino. Capivo tutto di come voleva giocare, quindi per me è facile capire il calcio che vuole giocare e le cose che devo fare in campo. Non è un grosso cambiamento per me. È grazie a lui che ho giocato in Serie A, grazie a lui ho fatto buone scelte in carriera. Sono molto felice e sono contento di lavorare ancora insieme".
Sul buon inizio e sulle qualità tecniche: "Sono quel tipo di giocatore che vuol far sì che la gente urli per le mie giocate e sia felice. Io ogni volta mi aspetto di fare qualcosa di buono, perché è il mio modo di giocare a calcio. Gioco per mostrare le mie qualità e aiutare la squadra. Cerco di fare del mio meglio per aiutare la squadra e dare fiducia ai miei compagni con le qualità che ho. Questo è il modo in cui vogliamo giocare".
Modello Leao: "Tutti mi confrontano con lui, ma io vorrei essere il giocatore che sono. Leao è un grandissimo giocatore, a cui mi sono ispirato quando sono arrivato in Italia. Ma io voglio essere Njie, quindi penso solo a migliorare me stesso, anche se mi lusinga vedere che la gente mi paragona a lui. È un grande giocatore, ha fatto tanto in Italia e spero di fare altrettanto bene".
Il problema della continuità al Torino: "Ho debuttato in prima squadra quando avevo 18/19 anni e non avevo l'esperienza necessaria per essere continuo. Ma su questo mi ha aiutato molto mister Vanoli, perché mi ha aiutato a essere continuo e a concentrarmi per 90'. Lui mi ha detto che è questa la chiave del successo. Quando se n'è andato Vanoli, nessun allenatore mi ha dato la fiducia che mi aveva dato lui, né io mi fidavo molto di loro per la mia crescita. Questo è stato il problema della mia continuità. Poi, quando è arrivato D'Aversa, ho cominciato a essere più continuo e mi ha dato la fiducia di cui avevo bisogno. L'anno scorso ho saltato il ritiro ed è stato difficile avere un grosso impatto nella passata stagione. Alla fine ho chiuso bene la stagione con D'Aversa e questo è stato importante".
Sugli aspetti da migliorare: "Penso che la cosa in cui devo migliorare sia il gol. Voglio avere l'istinto del gol, è questa la parte in cui devo crescere di più. Poi devo saper prendere le giuste decisioni. Anche nello stile di gioco: saltare l'uomo, diciamo che è questo il mio stile di gioco, e mi piace anche fare gli assist ai miei compagni. Sono il tipo a cui piace aiutare i miei compagni a fare gol, ma devo migliorare per farne".
La sfida contro il Napoli: "Vogliamo solo vincere. Abbiamo fatto tre partite con grande fiducia e in questa partita dobbiamo mostrare le nostre qualità e dimostrare che siamo una squadra forte, che lotta unita. Non abbiamo paura, anzi, non vediamo l'ora di giocare contro il Napoli".